Carburante dall’aria. Arriva il microbo che assorbe CO2 e la converte in benzina!

di Claudio Riccardi del 8 maggio 2013

Ebbene sì, ora l’anidride carbonica si può trasformare in un carburante ecologico. Catalizzatore di questa rivoluzione è un microbo geneticamente modificato, il  Pyrococcus furiosus.

Lo ha scoperto un’equipe di ricerca dell’Università di Georgia, che forse potrà aprire scenari di svolta per la lotta contro il climate change e l’inquinamento nell’aria.

E’ risaputo infatti come l’anidride carbonica sia da una componente fondamentale per la vita sulla Terra, ma dall’altra essa rappresenta una tra le principali cause del riscaldamento globale. Il microbo venuto dal laboratorio assorbe CO2 e la converte in combustibile.

Nello specifico, i ricercatori hanno utilizzato l’idrogeno per innescare una reazione chimica all’interno del microbo, spingendo a incorporare CO2 in un acido industriale di norma destinato alla creazione di acrilici.

APPROFONDISCI: CO2 dall’aria trasformata in carburante

Successivi passaggi di manipolazioni genetiche hanno dato forma a una variante del Pyrococcus in grado di allargare la gamma di prodotti chimici utili, compreso il combustibile.

Nel momento in cui i biocarburanti vengono bruciati, il microbo rilascia la stessa quantità di CO2 che è stata utilizzata per crearlo. Dunque, ci troviamo di fronte a un fungo in grado di costituire un’alternativa più pulita ai combustibili a base di fossili come il carbone, il petrolio greggio e la benzina.

“Grazie alla scoperta siamo in grado di eliminare le piante come intermediari, e di estrarre l’anidride carbonica direttamente dall’atmosfera per trasformarla in prodotti utili – spiega Michael Adams, membro del Bioenergy Systems Research Institute della UGA –  senza dover passare attraverso elementi ricavati da biomasse altrimenti utili per l’alimentazione, come la coltivazione delle piante e l’estrazione degli zuccheri. Nella ricerca a lungo termine ci auguriamo di poter utilizzare idrogeno da fonti rinnovabili biologiche, come da alghe fotosintetiche o rifiuti dei prodotti di fermentazione”.

FOCUS: Bio-carburanti: nuovi studi per utilizzare le alghe

Per maggiori informazioni invitiamo a consultare la pagina dedicata sul sito ufficiale dell’ateneo statunitense.

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