Carenza di vitamina D: sintomi e rimedi naturali

di Martina Pugno del 9 luglio 2014

La vitamina D svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della struttura ossea: importante durante il periodo di crescita, resta un elemento immancabile nella dieta delle persone di qualsiasi età. Per qeuesto la carenza di vitamina D può creare problemi connessi ad un irregolare sviluppo delle ossa, come il rachitismo e l’osteoporosi. In particolare, rende difficoltoso l’assorbimento di calcio, importante per lo sviluppo sano della struttura delle ossa.

Alla carenza di vitamina D possono accompagnarsi anche sintomi legati alla muscolatura, come debolezza, spasmi, crampi e formicolii. Tra i sintomi possono comparire anche deformazioni scheletriche e gonfiore alle giunture.

Scopri le altre guide sulle carenze di vitamine:

Le cause di una carenza possono essere di diverso tipo: una alimentazione erronea, la scarsa esposizione alla luce solare, che ne favorisce l’assorbimento da parte dell’organismo, oppure delle malattie renali o epatiche e la celiachia, tutti casi in cui i nostro organismo non riesce a convertire le vitamine nella loro forma attiva.

Anche pancreatite, fibrosi cistica, cirrosi biliare sono patologie che possono alterare la capacità dell’organismo di assimilare la vitamina D: in tal caso potrebbero essere necessari integratori naturali e una dieta su misura per compensare le carenze.

Una carenza di vitamina D si può legare anche ad una dieta vegetariana o vegana mal calibrata: grandi quantità di tale elemento, infatti, sono contenute in alimenti di origine animale. In particolare, la vitamina D è presente nel pesce, come trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine, nelle uova (in particolare nel tuorlo), nel latte, nel burro, nelle carni come pollo, anatra e tacchino.

Leggi anche: Mangiare vegano: dove trovare le fonti di ferro

Tuttavia, gli alimenti di origine animale non sono gli unici ad essere caratterizzati da una elevata quantità di vitamina D: è presente anche nei cereali, da assumere variando i singoli alimenti appartenenti a tale categoria, nei legumi e nella verdura a foglia larga.

Per facilitare l’assimilazione, è consigliabile l’esposizione quotidiana al sole, anche per una quantità di tempo limitata e con le dovute attenzioni per la salute della pelle. Andateci piano invece con gli integratori, spesso consigliati ai bambini allattati con il latte materno, perché le controindicazioni sono molte: mineralizzazione di tessuti non ossei con calcificazioni, contrazioni e spasmi muscolari, vomito, diarrea e mal di testa.

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *