Carne e ormoni, un connubio indissolubile

di Chiara Greco del 28 febbraio 2013

La carne che mangiamo potrebbe essere indissolubilmente legata a ormoni steroidei? L’argomento è complesso alcuni scienziati, nel corso degli anni, hanno provato a dare un quadro più preciso della situazione, analizzando il problema da vari punti di vista e con diversi tipi di dati. Una cosa è certa: negli Stati Uniti la pratica di aggiungere ormoni steroidei sintetici o naturali agli alimenti dei bovini per aumentarne l’apporto di carne è approvata fin dagli anni ’50 dalla FDA e gli allevatori di circa un terzo del bestiame di USA e Canada ottengono da questi trattamenti introiti finanziari importanti.

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Mentre nella UE la pratica sarebbe abolita dalla fine degli anni ’80, negli Stati Uniti i ricercatori hanno trovato residui di farmaci a base ormonale in percentuali elevate sia negli escrementi che nelle carcasse degli animali macellati. Il rischio, secondo ricercatori come McLaclhan e Jegou, che hanno presentato i loro risultati già ad un meeting di Copenhagen del 2000, è che residui di ormoni non steroidei, come il DES cioè il dietilstilbestrolo, si possano depositare in natura per un certo periodo di tempo e provocare disfunzioni agli apparati riproduttivi e persino gravi malattie come i tumori.

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Non solo, secondo studi finanziati dalla UE, gli ormoni resisterebbero anche alle procedure di macellazione della carne. Ma a che punto si è arrivati con le indagini che legano la carne che consumiamo agli ormoni steroidei, o promotori della crescita? Gli effetti nocivi per la salute umana, per l’ambiente e per gli animali non sono ancora dimostrati ma un recente studio di Swan et al. avrebbe preso in considerazione, tra i rischi, possibili alterazioni dello sviluppo fetale nei figli di donne statunitensi che consumano la carne regolarmente.

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Nell’incertezza, che permane, forse non resta, almeno ai più dubbiosi, che adottare nuovi comportamenti alimentari più “sani”, optando magari per il consumo di carne biologica o biodinamica o addirittura per una dieta vegetariana.

Anche la Natura ringrazierebbe.

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Renato marzo 3, 2013 alle 3:22 pm

Robenidina Cloridrato di robenidina è un composto sintetico non-ionoforo autorizzato come coccidiostatico per l’uso da ingrasso, dietilstilbestrolo, Virginiamicina sia la zinco-bacitracina sono additivi che favoriscono la crescita.E NON SOLO ….
http://www.tgonline.eu/2012/11/la-filiera-alimentare-e-la-tracciabilita-dei-prodotti/

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