Castagne italiane minacciate da insetto cinese

di Luca Scialò del 10 agosto 2014

Sono diversi anni che le castagne italiane vengono minacciate da un insetto che arriva da molto lontano, precisamente da Cina e Giappone: il cinipide galligeno.Questo animaletto ha purtroppo trovato nei nostri castagneti il suo habitat naturale.

Le prime segnalazioni sono arrivate più di dieci anni fa dalla provincia di Cuneo, con i produttori che si lamentavano del fatto che le piante si fossero coperte di strane bolle rosse, così vistose da far sembrare i castagni dei ciliegi. Poi è toccato all’Abruzzo e nel 2005 altre lamentele sono arrivate da  Campania e Lazio e via via tutte le altre regioni negli anni.

Quali sono gli effetti di questo insetto sui castagni? Diciamo subito che non fa morire le piante, ma comunque ne impedisce un corretta fioritura. Pertanto, pur non morendo, esse producono meno castagne. Ma tale correlazioni non è ancora accertata scientificamente.

Bisogna comunque dire che, nonostante il cinipide, dal 2001 al 2011 il valore dell‘export relativo alle castagne è cresciuto notevolmente per il nostro Paese; passando dai circa 40 milioni a 81 milioni di euro (dati Faostat). Nel 2013 la frutta secca è valsa alle casse delle aziende italiane circa 307 milioni di euro.

Ma non dobbiamo cantare vittoria. I castagneti italiani hanno fatto registrare negli ultimi anni una perdita di produttività del 30-60% in impianti con varietà ibride euro-giapponesi. I danni nei castagneti tradizionali su versanti montani, in assenza di irrigazione e fertilizzazione, possono essere ancora più gravi, soprattutto in annate siccitose, arrivando anche a perdite di produzione del 65-85%. Dovute solo in parte al cinipide, ma soprattutto a fattori ambientali e alla concorrenza straniera.

SPECIALE: Insetti che arrivano da lontano, una minaccia per la biodiversità e per l’uomo

Ritornando all’insetto, l’Università di Torino e la Regione Piemonte hanno avviato un programma di studio e di contrasto alla sua diffusione. Già nel 2013 il team di ricerca ha ottenuto un risultato concreto: riportare l’infestazione del cinipide sotto controllo. Nella consapevolezza, spiegano i ricercatori impegnati in questa lotta, che la lotta biologica ha tempi lunghi, ancor più nelle aree boschive in cui è impensabile intervenire con sistemi chimici.

Attualmente l’Università di Torino sta chiudendo un progetto ministeriale in collaborazione con il Mipaaf e l’Associazione nazionale del Castagno – progetto BioInfoCast – per la produzione di un’efficace parassitoide, che possa essere lanciato su scala nazionale.

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