Catclo, ovvero quando il vestito purifica l’aria

di Chiara Greco del 7 novembre 2012

Dopo la maglia che rivela il livello di inquinamento cambiando colore, è in arrivo un’altra idea da indossare che fa bene all’ambiente. E’ un  nuovo mangia-inquinamento che si chiama CatClo, dalla crasi tra catalytic e clothes. Nato da un progetto di collaborazione tra l’Università di Sheffield ed il London College of Fashion, è un additivo per il bucato in grado di catturare le particelle inquinanti presenti nell’aria.

Sulla basedi numerosi studi sui materiali foto-catalitici, sostanze in grado di attivare reazioni chimiche a contatto con la luce, Catclo è una sostanza a base di biossido di titanio che cattura le particelle nocive di ossido di azoto, tra le più nocive per la salute, presenti nell’aria ed emesse in grandi quantità soprattutto dalle auto e dagli impianti di aria condizionata.

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Il team di scienziati, insieme agli studenti di moda del college londinese, e con il supporto del Physical Sciences Research Council, hanno ideato quindi una polvere da aggiungere al bucato che, una volta penetrata negli abiti, è in grado di trattenere le sostanze inquinanti per un processo di ossidazione.

Così, semplicemente muovendosi, chi indossa i capi trattati può catturare fino a 5 grammi al giorno di ossido di azoto, che verrebbe poi eliminato dal lavaggio o tramite il sudore. Ancora in fase di sperimentazione e usato come trattamento in un’esposizione artistica al MOMA, l’additivo anti-inquinamento potrebbe essere in commercio entro 2 anni e rendere ognuno di noi un ‘portatore sano’ di una tecnologia che purifica l’aria.

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I ricercatori sostengono che questa sostanza è innocua per le persone e già alcune aziende hanno provato a lanciare alcuni prodotti che ne sono rivestiti o impregnati. Pensiamo solo a tutta la gamma di rivestimenti come le piastrelle anti-inquinamento (ne abbiamo parlato in A Londra una soluzione “mangia PM10″ sulle strade pulirà lo smog) e le vernici mangia-smog.

Ma esiste già anche l’asfalto fotocatalitico che si basa sullo stesso principio e di cui abbiamo già scritto nel post I rivestimenti in materiale fotocatalitico sono un efficace anti-smog.

Del resto Tony Ryan, docente all’Università di Sheffield afferma che ‘se migliaia di persone nelle città usassero l’additivo, il risultato sarebbe un significativo miglioramento nella qualità dell’aria’.

Noi ci speriamo ma i dubbi sull’effettiva efficacia rimangono.

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