Tra le cause dell’inquinamento marino del Mediterraneo la prima è per le navi

di Luca Scialò del 18 dicembre 2014

Chi sa che la prima tra le cause dell’inquinamento marino è il traffico marittimo? Sono i combustibili e le emissioni sempre più elevate e dannose per l’ecosistema marino.

Siamo abituati a sentir parlare di inquinamento nelle città provocato dal traffico delle auto, ma mai di quello provocato dalle navi in mare, eppure i livelli di emissioni inquinanti, sia internazionali e nazionali, stanno assumendo dimensioni preoccupanti e le cause dell’inquinamento marino sono da imputare principalmente alle navi.

Ad aggravare il fenomeno il fatto che le autorità competenti non si preoccupano del problema, a differenza appunto dello smog in città, contro il quale si mettono insieme una serie di misure (il più delle volte comunque insufficienti).

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L’Agenzia europea dell’ambiente ha calcolato che negli ultimi vent’anni le emissioni di CO2 da navi provenienti da porti UE sono cresciute del 35%. Mentre altri inquinanti sono accresciute addirittura più della metà. Uno studio del 2005 ha evidenziato che entro il 2017 le emissioni di diossido di zolfo (SO2) prodotte dalla navigazione supereranno in Europa quelle da tutte le fonti terrestri. Il superamento delle emissioni degli ossidi di azoto (i cosiddetti NOx) avverrà entro il 2020.

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Dati allarmanti, ai quali però fortunatamente fa da contraltare una direttiva europea (la 2012/33) che impone da gennaio 2015 il limite dello 0,1% sul contenuto di zolfo per le navi operanti nell’Europa del nord e nel Baltico. Ma fino a un certo punto, visto che per i mari italiani resta il limite attuale del 3,5%, il che vale a dire che nelle acque italiane ci sarà 35 volte più zolfo rispetto a quelle dell’Europa del nord e del Baltico.

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Tra le cause dell’inquinamento marino del Mediterraneo la prima è per le navi

Un problema che riguarda anche i Balcani, visto che di questa legge non beneficeranno neppure i mari Adriatico e Ionio.

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Tra le tante proposte, la più interessante riguarda il settore crociere, un comparto che inquina molto. Si vuole infatti puntare all’alimentazione elettrica nei porti, che consente di spegnere i motori delle navi attraccate. Una tecnica già utilizzata a Vancouver, dove dal 2009 si è ridotto di ben 3.140 tonnellate l’anno le emissioni nell’atmosfera di gas serra.

Anche per questo le soluzioni ci sono, basta cercarle.

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