Celle solari ancora più efficienti grazie ai nanofili

di Claudio Riccardi del 18 febbraio 2013

Le ricerche di laboratorio potrebbero entro breve tempo rivoluzionare la tecnologia dei pannelli fotovoltaici. Le celle solari al silicio utilizzate per convertire la luce del sole in energia elettrica oggi sono economiche, ma inefficienti perché sono solo in grado di utilizzare una parte limitata dello spettro solare.

Lo standard di efficienza è quantificato in un 17-18% ma in Svezia un equipe di ricerca sempre aver trovato un’alternativa che potrebbe rappresentare l’ideale evoluzione.

Gli scienziati dell’Università di Lund hanno sperimentato celle solari più performanti, meno costose e con ingrombi ridotti. Tutto questo grazie all’utilizzo di nanofili, semiconduttori composti da fosfuro di indio, montati su superfici di un millimetro quadrato che contengono ciascuna circa 4 milioni di fili invisibili. Che come antenne assorbono la luce del sole e generano energia.

FOCUS: Celle solari double face, per aumentare ancora di più la resa

Risultati? Al di sopra delle aspettative, con un’efficienza che si attesta a 13,8% ma con elevati margini di miglioramento. Gli studiosi scandinavi non lo nascondono, una cella solare a nanofili è in grado di produrre elettricità per unità di superficie superiore alle celle di silicio attualmente presenti sul mercato.

Per garantire i medesimi quantitativi di energia, un pannello convenzionale ha bisogno di una superficie d’azione pari a 100, mentre ne basta una pari a 10 per una cella a nanofili.

Nanofili che in virtù delle loro piccole dimensioni, potranno combinare materiali diversi per utilizzare al meglio tutto lo spettro solare in maniera più semplice e a costi decisamente contenuti.

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