Chi ha paura del lupo cattivo?

di Claudia Raganà del 2 dicembre 2014

Quante volte abbiamo sentito i bambini dire che hanno paura del lupo: in realtà sono loro, i lupi, ad aver paura di noi umani!

Chi da piccolo non ha ascoltato almeno una storia in cui c’era una creatura spaventosa, cattiva e mangia-bambini tanto da far nascere in lui la paura del lupo?
Anche le favole (Cappuccetto Rosso su tutte), hanno contribuito ad alimentare questa immagine oscura, di un animale tanto affascinante, ma fin troppo temuto, da grandi e piccini.

Se andiamo a sfogliare idealmente la mitologia antica, scopriamo come la figura del lupo abbia attraversato tutte le culture del mondo. L’immagine che ci viene restituita, tuttavia, rappresenta la forza, il coraggio, il vigore della battaglia, la fecondità e la conoscenza. Tutte immagini positive.

In Mongolia, ad esempio, era considerato l’antenato del grande conquistatore Gengis Khan; nelle Americhe degli Indiani Pellerossa,  era emblema della guerra e del coraggio, per via del suo ardore nel combattimento.

Anche alle nostre latitudini, il simbolismo del lupo vanta una storia millenaria. Una lupa allattò Romolo e Remo, fondatori di Roma, da cui ebbe inizio la storia del Grande Impero.

Per gli antichi Greci il lupo rappresentava l’incarnazione di Marte, Dio della Guerra, ma anche l’animale sacro di Apollo. E come non citare gli Egizi con la loro divinità Anubis, guardiano delle necropoli (rappresentazione comune anche alle civiltà etrusche)?

Tuttavia, gran parte delle leggende “moderne”, hanno rivestito questo canide di un’immagine negativa e oscura, atta a incutere timore. Dalle storie sui licantropi, alle fiabe, in cui il lupo terrorizza gli innocenti infanti, passando per i molteplici modi di dire che inneggiano ad una figura cattiva del lupo (in bocca al lupo, fame da lupi, tempo da lupi, ecc.).

Il “cattivo”, invece, è tutt’altro che un mangiatore di uomini. Anzi, la sua specie deve temere gli umani perchè, con i loro comportamenti hanno contribuito alla quasi estinzione dei lupi dal Pianeta.

Negli Stati Uniti, dove nel XIX secolo si è andati molto vicini alla sparizione di questi affascinanti animali, è stata persino indetta la ‘Settimana della conoscenza del lupo’.

lupacchiotto

Chi ha paura del lupo cattivo?

L’evento si è svolto durante la terza settimana di ottobre, organizzato dal North Lakeland Discovery Center (del Wisconsin) e la Timber Wolf Alliance. L’obiettivo degli organizzatori era proprio quello di consentire di conoscere più da vicino questi affascinanti predatori, considerata ancora oggi specie a rischio, a causa della persecuzione da parte di proprietari di ranch e cacciatori.

lupa e lupetto

Un lupetto gioca con la sua mamma lupa

Il lupo grigio americano, venne inserito nella lista delle specie a rischio negli anni 70, ma le rigorose misure di protezione messe in pratica consentirono un ripopolamento di specie, al punto da poter rimuovere il lupo grigio dalla lista di animali a rischio estinzione. Oggi, il lupo grigio può essere cacciato e ucciso, entro una certa quota di esemplari l’anno. Questo, oltre ad essere un gesto efferato, contribuisce nuovamente a mettere a rischio la sua sopravvivenza nei grandi parchi statunitensi, come numerose associazioni ambientaliste lamentano. Di contro, gli allevatori lamentano la necessità di poter cacciare i lupi, al fine di proteggere il proprio bestiame da attacchi e conseguenti perdite economiche.

cuccioli di lupo

Due cuccioli di lupo giocano

La poca lungimiranza di queste persone, fa passare in secondo piano effetti importanti dati dal processo di salvaguardia del lupo. Basti pensare che la sua reintroduzione nel Parco di Yellowstone, come inatteso effetto benefico, ha aiutato gli orsi del parco ad aumentare la loro massa corporea, per poter fronteggiare al meglio il letargo del lungo inverno. Come?
Tramite un effetto “a catena”. I lupi si cibano, tra le varie prede, anche di alci. Gli alci si nutrono di cespugli, che producono delle bacche, di cui gli orsi sono ghiotti. Il bilanciamento del numero di alci, generato in via naturale dalla presenza di un predatore come il lupo, fa si che nel parco ci sia maggiore disponibilità di cespugli e quindi di bacche, a beneficio degli orsi.

E in Italia?

Anche nel nostro paese questi canidi hanno avuto un lungo periodo “nero”, con appena 100 esemplari contati all’inizio degli anni Settanta. Poi, grazie ad una serie di progetti di salvaguardia messi in campo con i corpi forestali e le associazioni di tutela ambientale e faunistica, siamo riusciti a ripopolare i boschi di quasi tutta Italia. Oggi si contano circa un migliaio di esemplari.
Restano le inimicizie da parte degli allevatori, che devono difendere il bestiame dagli attacchi di caccia, ma grazie ad alcune misure preventive e alle procedure di risarcimento per i capi perduti a favore dei lupi, si è riusciti fino ad ora ad evitare l’eliminazione selettiva.

Una vittoria non ancora definitiva, ma sicuramente la diffusione di una cultura di salvaguardia consentirà di comprendere a pieno l’importanza rivestita da un simile predatore, all’interno della catena alimentare, per mantenerne intatti gli equilibri.

mamma lupa

Una mamma lupa e il suo piccolo assieme

lupi

Questi affascinanti predatori sono una specie a rischio, a causa della persecuzione da parte di proprietari di allevamenti e cacciatori.

lupi diffidenti

I lupi si nascondo agli uomini, sono diffidenti e hanno paura

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