Cina costretta a comprare aria pulita dal Canada

by Luca Scialò on 4 gennaio 2016

Cina costretta ad acquistare aria pulita dal Canada. No, non è un film di fantascienza prodotto dall’acerrimo nemico Giappone o dallo storico concorrente americano. Bensì è la pura e triste realtà.

L’azienda canadese Vitality Air sta infatti vendendo aria fresca in bottiglia ai cinesi al prezzo di ben 28 dollari (25 euro) l’una. Per la precisione: 25 euro per la qualità migliore, mentre l’aria meno raffinata costa 21 euro. Ogni bottiglia contiene circa 7,5 litri d’aria.

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I problemi di smog della Cina sono tristemente noti e si è arrivati a livelli definiti come ‘apocalittici’: chiusura di aeroporti, autostrade, di scuole, cantieri, e inviti ai cittadini di restare chiusi in casa e uscire solo se strettamente necessario. I livelli di PM2,5, il particolato con diametro di 2,5 micron, sono arrivate a 900 microgrammi per metro cubo, quando il livello considerato normale è di 25! Siamo a 36 volte di più.

La circolazione delle auto sulle tangenziali cittadine è sospesa, ed il traffico aereo sospeso. Numerosi i ricoveri negli ospedali per problemi respiratori, soprattutto di anziani e bambini.

E qui subentrano i canadesi. L’aria arriva da Banff e da Lake Louise, nella parte occidentale del Canada. Banff è una zona con destinata ad enorme riserva naturalistica mentre la seconda è una nota stazione sciistica, dove si sono svolti alcuni eventi delle olimpiadi invernali di Vancouver.

inquinamento pechino

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E pensare che tutto è iniziato per scherzo. Quando iniziarono la propria attività nel 2014, i proprietari della Vitality Air misero l’aria canadese in un sacchetto di plastica in vendita a 99 centesimi su Ebay per puro scherzo. E videro che qualcuno in Cina la comprava per davvero. Col tempo, soprattutto negli ultimi drammatici mesi, la loro idea è diventato sempre più un lucroso business.

Una scatola di bombolette di Vitality Air

Una scatola di bombolette di Vitality Air

In realtà, c’è da dire che non sono stati i primi a pensarci. Anzi, sono stati gli stessi cinesi ad anticiparli. L’imprenditore cinese Chen Guangbiao vendette un milione di lattine di aria pulita al giorno nel 2013. Peccato però che vendesse proprio aria cinese. Ancora, un artista cinese, Liang Kegang, nel 2014 ha venduto un barattolo di aria di Provenza per 860 dollari.

In queste settimane di ristagno dell’aria e mancanza di brezze, la situazione è diventata drammatica, il freddo ha aumentato il consumo di carbone del 60%, così le 500 bottiglie messe da loro in vendita si sono esaurite in soli due minuti.

Ora, lo strambo prodotto chiamato come l’azienda che lo produce – Vitality Air – potrebbe essere venduto in altri Paesi dove l’aria non è certo salubre. Come Iran e Afganistan. E speriamo di non essere costretti ad acquistarne anche noi. A Milano e Torino l’inquinamento comincia a farsi più che preoccupante. La Cina è vicina. E chissà se pure l’aria del Canada…

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