Cina, malgrado le promesse di investimento nelle rinnovabili, restano segreti i dati sull’inquinamento

di Martina Pugno del 6 aprile 2013

Cresce la tensione in Cina per quanto riguarda l’inquinamento ambientale e i suoi effetti sulla popolazione: il Governo cinese ha recentemente ammesso l’esistenza dei “villaggi del cancro”, ovvero centri abitati nei quali, a causa delle condizioni ambientali, i livelli di diffusione di tumori hanno raggiunto quantità allarmanti. La gravità della situazione supera perfino quella ipotizzata dalle associazioni ambientaliste: contro i 100 villaggi denunciati, il Governo del Paese ha reso nota l’esistenza di ben 400 aree rientranti nella lista.

In questo clima è facile immaginare il timore e la rabbia con la quale la popolazione ha appreso un’altra notizia: i dati relativi ad uno studio condotto su territorio nazionale concluso nel 2010 e riguardante i livelli di inquinamento del suolo, considerato più grave di quello di aria e acqua, sono un segreto di Stato e pertanto non possono venire diffusi.

SPECIALE: Tensione sociale Cina

A far scoppiare il caso a livello internazionale è stato l’avvocato Dong Zhengwei, che si è visto negare la richiesta di consultare i dati risultanti dallo studio. “Il problema qui non è solo ambientale – ha dichiarato l’avvocato alla stampa internazionale – ma riguarda anche la trasparenza del Governo cinese: i “segreti di Stato” non dovrebbero essere uno scudo dietro il quale le autorità possono nascondersi quando sanno di non essere nel giusto”.

La Cina non è nuova a condotte di questo genere, soprattutto per quanto riguarda temi legati alla corruzione e alla sicurezza. I crescenti malumori della popolazione nei confronti della tematica ambientale, però, potrebbero spingere il Governo a ritornare sui propri passi e rendere pubblici almeno alcuni dei dati raccolti.

Per comprendere la gravità della situazione, è sufficiente un dato: in Cina il 40% dei terreni agricoli è irrigato tramite l’acqua estratta dal sottosuolo, il 90% della quale risulta inquinata, secondo quanto dichiarato dall’esperto di alimentazione e salute Liu Xin.

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Per questo, Zhengwei ha le idee chiare su ciò che il Governo dovrebbe fare per la sicurezza del Paese: l’avvocato sottolinea come a creare il panico generale non sarebbe la diffusione dei dati, specchio di un’allarmante situazione della quale il popolo cinese è comunque consapevole, quanto piuttosto l’impossibilità di venirne a conoscenza nel dettaglio.

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