Cinque pazze idee per fermare il Global Warming

di Ilaria Palmeggiani del 8 dicembre 2012

Come ridurre le emissioni di carbonio? Le nazioni si sono date delle date limite, dei protocolli e delle roadmap da seguire, tuttavia i livelli di CO2 ancora non scendono come si sperava perché molti paesi in realtà non aderiscono agli accordi internazionali o fanno finta di applicare le norme condivise nei vari trattati firmati ma poi non le applicano realmente.

Altri sono troppo poveri per poterle adottare e altri ancora guardano solo alla crescita o a difendersi dalla recessione senza pensare all’ambiente e tantomeno alle emissioni di gas serra. Quindi molti credono che ad oggi le misure prese non saranno sufficienti ad evitare il riscaldamento globale.

Come fare? Negli ultimi anni si è fatta strada la geo-ingegneria, una scienza che si avvale di tecniche artificiali d’intervento umano per contrastare i cambiamenti climatici causati comunque dall’uomo; non tutti condividono questi tentativi di condizionamento del clima attraverso tecniche artificiali, eppure gli scienziati continuano a condurre esperimenti ed a proporre possibili soluzioni per il problema del riscaldamento globale.

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Abbiamo raccolto qui le cinque proposte più pazze di geo-ingegneria per contrastare il fenomeno del global warming.

Una di queste consiste nello sbarrare lo stretto di Gibilterra: questa procedura dovrebbe servire essenzialmente ad evitare il congelamento nell’emisfero nord e a creare nuovi terreni per le popolazioni. Il primo ad avanzare questa ipotesi è stato l’architetto tedesco Herman Sörgel. Secondo la sua teoria, costruendo una diga idroelettrica lungo lo stretto, oltre a produrre energia si ridurrebbe il livello del mare, dando la possibilità di creare nuovi insediamenti agricoli sulle terre emerse, soprattutto nella zona dell’Adriatico; il suo piano fu però bocciato negli anni ’30.

Recentemente questa idea è stata ripresentata da un professore, Robert Johnson. Partendo dall’idea che il Mediterraneo sta diminuendo l’apporto di acque fresche perché i suoi affluenti più grandi hanno diminuito la portata perché sono usati per fini produttivi, il professor Johnson pensa che il Mare Nostrum sarà sempre più salato e soggetto ad evaporazione.  Se si sbarran l’entrata alle acque fredde dell’Atlantico, controllando le correnti calde del Mediterraneo per farle andare verso Nord, queste raggiungerebbero il Canada e causerebbero nevicate più frequenti ed una maggiore estensione dei ghiaccio.

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Il glaciologo Jason Box, invece, ha suggerito di coprire l’intera Groenlandia. In questo modo i raggi solari verrebbero riflessi e deviati senza colpirebbe le calotte polari; il professore ed i suoi collaboratori hanno provato questa teoria ricoprendo una vasta superficie con materiale isolante, e dall’esperimento sembrava che la copertura non intaccasse il ghiaccio sottostante. Questa tecnica, nel frattempo, è stata introdotta per proteggere i ghiacciai alpini ma coprire l’isola più grande del mondo non sembra altrettanto fattibile.

Lo scorso anno anche Bill Gates e la NASA hanno elaborato un progetto: una macchina in grado di aspirare acqua e creare nubi artificiali, le quali rifletterebbero parte dei raggi solari che normalmente colpiscono la Terra. Alcuni esperti sostengono che in teoria il piano potrebbe funzionare, limitando così i danni dei cambiamenti climatici ma il problema principale è il costo elevato delle macchine che sarebbero necessarie, oltre all’energia per farle funzionare.

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Altri scienziati si sono concentrati invece sul problema dell’innalzamento dei mari e per arginarlo propongono di sciogliere artificialmente le calotte polari e riversare l’acqua nelle zone desertiche come il Sahara, impedendo così che l’acqua possa inondare le terre abitate.

Anche qui non mancano le obiezioni: mettere in pratica questa teoria sarebbe un’impresa a dir poco impegnativa ma soprattutto il livello dei mari non si abbasserebbe a sufficienza ed il problema non sarebbe comunque risolto. Per non parlare dei costi legati alla deviazione dell’acqua verso le zone desertiche.

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Ma il progetto più particolare, forse, è quello del professor Robert Angel, che propone di costruire un enorme scudo solare, formato da milioni di lenti, che posizionato nello spazio rifletterebbe una piccola parte dei raggi solari, aiutando la Terra a non surriscaldarsi. Probabilmente questo piano non verrà mai messo in pratica, dal momento che richiederebbe anni di lavoro e una cifra (350 trilioni di dollari) che supera addirittura il reddito globale di tutte le nazioni della Terra.

Queste sono alcune tra le idee più inutili e demenziali che gli scienziati hanno elaborato ma saremmo curiosi di sentire quelle dei politici…

 

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Ganavion dicembre 8, 2012 alle 11:21 pm

C’è da vergognarsi di essere ingegneri. Prendo subito le distanze da costoro.
Sciogliere le calotte polari ? Questa non è una pazzia, è un crimine, per fortuna fuori della portata dei suoi folli ideatori.
Ma vi rendete conto dell’energia che ci vorrebbe per sciogliere un ghiacciaio alto fino a tremila metri e più, e grande una volta e mezzo l’Europa, e che sciogliendosi farebbe alzare il livello dei mari di settanta metri circa ?
Lasciamo stare il resto, perché a fantasia non si va lontano, quando non si è sorretti dalla necessaria conoscenza.
E’ possibile che nei prossimi anni avremo un periodo di raffreddamento (il Sole va maluccio). Che faremmo se, dopo aver tempestato il cielo di specchi, il clima andasse verso il freddo di suo ? Una bella glaciazione ? Ma dove ce l’hanno la testa questi apprendisti stregoni che vorrebbero mettere pesantemente le mani in cose che non conoscono ?
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Che Dio ci salvi dalle buoni intenzioni di chi non ha sufficiente conoscenza, ma vorrebbe darsi da fare.

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