Coloranti alimentari, nocivi o del tutto innocui?

by Salvo on 23 giugno 2016

Coloranti alimentari: perché alcuni vanno evitati e perché è opportuno riconoscerli, anche in un Paese con una legislazione piuttosto attenta alla tutela del consumatore come la nostra.

Non ci facciamo praticamente mai caso, eppure sono presenti in gran parte dei cibi che acquistiamo, soprattutto in merendine e cibi confezionati rivolti ai più piccoli. Stiamo parlando dei coloranti alimentari, ossia quelle sostanze indicate tra gli ingredienti con un codice che va da E100 fino a E199, in relazione al loro colore (si va dal chiaro allo scuro, passando per tutta la scala cromatica).

Per cui, per sapere se dentro un alimento è presente un colorante, è sufficiente controllare l’etichetta.

  • Se vediamo una sigla come E123, o E144, o E178, sono coloranti;
  • Se troviamo E234, o E374, che sono numeri che superano il 199, si tratta di additivi di altro tipo (conservanti, acidificanti);
  • A volte possiamo trovare anche sigle come E123A o E123B, che sono sottocategorie di un colorante, ad esempio del E123.

A che cosa servono i coloranti?

Fondamentalmente non servono a nulla!
Sono solamente un modo commerciale perché i prodotti appaiono più buoni agli occhi del consumatore: uno yogurt con colorante rosso appare “più alla fragola” di quello che il colorante non lo ha, mentre il colorante marrone fa percepire come “arrosto” un petto di pollo che arrosto, effettivamente, non lo è. Un colorante verde, poi, fa credere che sia veramente aromatizzato “alla menta” un prodotto quando ciò che da il sapore alla menta, ma è diverso: si tratta di mentolo ed è bianco!

Insomma, i coloranti sono essenzialmente specchietti per le allodole. E allora perché scegliere prodotti che ne contengono quando se ne può fare a meno?

Inoltre, sebbene i coloranti alimentari utilizzati in Italia siano tendenzialmente sicuri, alcuni ricercatori hanno evidenziato una certa presunta pericolosità in alcuni di essi. Quando questa pericolosità sarà dimostrata questi coloranti saranno vietati e rimossi dal commercio ma, fin quando non sarà dimostrata, continueranno ad essere presenti sul mercato. Ma sono davvero pericolosi? Bisogna farci attenzione?

coloranti alimentari

Come riconoscere i coloranti alimentari e quali sono pericolosi?

Coloranti alimentari nocivi o no?

Impossibile rispondere ad una domanda sui generis come questa, ma necessario vedere caso per caso.
Un certo allarme si era diffuso tre anni fa, allorché i ricercatori dell’Università di Southampton in Gran Bretagna, e la rivista Science negli Stati Uniti avevano confermato che bambini alimentati con cibi contenenti coloranti alimentari avevano riscontrato un aumento dell’iperattività e un calo della concentrazione rispetto ai bambini alimentati con un placebo. Ma, al di là di questo studio specifico, è chiaro che bisogna vedere nel dettaglio di quali rischi per la salute stiamo parlando quando parliamo di coloranti alimentari.

  • E102: tartrazina o giallo tartrazina, può dare problemi agli allergici all’aspirina e agli asmatici; si trova in sottaceti e conserve vegetali, non di pomodoro.
  • E104, giallo di crinolina: può causare allergie, si trova in bibite e liquori;
  • E107, giallo 2G, può causare allergie e problemi agli asmatici, si trova nelle bibite;
  • E110, giallo arancio 5 o sunset yellow: rintracciabile in molte conserve, in alcune creme di formaggio e yogurt, nelle bibite gassate, negli alimenti per animali domestici e persino nel pane grattugiato confezionato! Esclusi dalle diete di Norvegia e Svezia, e di Finlandia e Austria perché ritenuti responsabili di asma, allergie, disturbi della vista e del comportamento, insonnia e tumori della tiroide e del tessuto linfonoide.
  • E120, cocciniglia: è sconsigliato ai bambini, si trova in marzapane e gelatine;
  • E122, azorubina, effetti simili all’E102, si trova in bibite, gelati, gelatine;
  • E123, rosso amaranto, può scatenare reazioni allergiche e si può trovare solo nel caviale;
  • E124, rosso cocciniglia A, è controindicato per i bambini come l’E120 e si trova nei dolci e nelle caramelle;
  • E127, eritrosina, colorante sintetico rosso del catrame di carbon fossile; contiene iodio, quindi è in grado di provocare disturbi alla tiroide (ipertiroidismo). Lo troviamo soprattutto negli sciroppi e nei dolci ai quali conferisce un intenso color ciliegia, ma anche in caramelle e gelati;
  • E128, rosso 2G, può indurre allergie ma il suo utilizzo è molto raro;
  • E129, rosso allura. Utilizzato nelle bevande e nei prodotti dolciari alla ‘frutta’ (cereali, barrette energetiche), nelle caramelle, e nella carne. I suoi effetti sono vari e gravissimi. Si pensa possa causare iperattività nei bambini, tumori e alterazioni cromosomiche. Eppure l’EFSA lo autorizza come colorante nei cibi per esseri umani! Di contro, non lo raccomanda nei cibi per cani e gatti, visto che, come cita nel dettagliato resoconto del maggio 2012, non si posseggono ancora dati sufficienti per una pronta verifica degli effetti sopracitati.
  • E131, blu patentato V, può provocare tremori e orticaria, presente in caramelle e gelati;
  • Il blu brillante (E133) e il carminio d’indaco o indigotina (E132), vengono utilizzati in diversi prodotti di uso comune. Abbinato alla tartrazina, il blu brillante si trova in gelati, piselli in scatola, prodotti caseari; l’indigotina soprattutto in caramelle, sciroppi e dolciumi. Entrambi possono causare iperattività e nausea, orticaria e problemi respiratori. L’E123 è accusato di causare l’ipertensione ed è un sospetto cancerogeno; attualmente non viene più somministrato in Norvegia. L’E133 è un sospetto mutageno; in passato, era proibito in gran parte dei Paesi dell’Unione Europea, ma in seguito ad ulteriori analisi è stato dichiarato additivo non dannoso; non più commercializzato in Francia e Finlandia.
  • E140, 141 e 142: clorofille, ad alti dosaggi possono essere tossici, si trovano in gelati e dolci;
  • E151, nero brillante BN, stessi effetti dell’E102, si trova in gelati e bibite;
  • E180, pigmento rosso, può provocare reazioni allergiche e si trova solo nella crosta dei formaggi.

Molti di questi coloranti alimentari sono anche presenti nei cosmetici con la dicitura C.I. e un numero di cinque cifre.

coloranti alimentari

Coloranti alimentari: a cosa dobbiamo prestare attenzione?

Come difendersi da coloranti alimentari potenzialmente dannosi?

Come evitarli? Questa è la parte in teoria più semplice. Leggendo le etichette e privilegiando alimenti e bevande con coloranti naturali. Certe verdure come le bietole, gli spinaci e la zucca sono dei perfetti coloranti rispettosi dell’ambiente ma soprattutto senz’alcun dubbio sani! Ma anche alcune spezie come la curcuma, lo zafferano e la paprika.

E soprattutto… Salvando questa pagina tra i preferiti del vostro smartphone avrete sempre a portata di mano questa lista: in questo modo potete consultarla prima di acquistare qualche prodotto che avete il dubbio contenga questi coloranti, se volete evitarli.

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Immagini via Shutterstock.

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