Coltivare la canapa aiuterebbe l’agricoltura italiana

di Luca Scialò del 5 maggio 2014

Canapa2.0. Così potrebbe essere sintetizzata l’iniziativa di due giovani imprenditori italiani: Eugenio Battaglia e Jacopo Amistani. Loro infatti vogliono far ripartire l’utilizzo industriale della canapa, molto in auge negli anni ’50 per la versatilità del prodotto, poi caduto nell’oblio a causa della concorrenza di materiali alternativi, ma soprattutto, per la sua messa al bando poiché da essa si può ricavare la marijuana. In realtà coltivare la canapa aiuterebbe l’agricoltura italiana!

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Nel nostro Paese da pochi anni si registra una timida ripresa, complice la riabilitazione legale del 1998, che consente la coltivazione delle piante a basso tenore di Thc (la sostanza responsabile degli effetti stupefacenti). Ma siamo comunque molto indietro rispetto ad altri Paesi che non hanno mai smesso di utilizzarla.

L’idea dei due ragazzi, Eugenio, studente di biotecnologie, e Jacopo, fondatore di Open Source Ecology,  è  Hempbox , da “hemp” (canapa in inglese), una start-up che  applica un modello di filiera esportabile e applicabile in qualunque regione italiana.

Portando la coltivazione di Cannabis sativa in quelle aree rurali depresse o abbandonate o depresse  gli si dà una nuova chance per riprendersi e innescare un ciclo virtuoso che porta anche a fornire i semi ad altricoltivatori. Il tutto grazie ad un modello open source in cui la realizzazione di macchinari per la trasformazione della canapa dovranno restare a non oltre gli 80 km di distanza dalle coltivazioni.

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E’ poi prevista una piattaforma di e-commerce per facilitare la vendita del raccolto. A supportarli Tin Hang Liu, fondatore del progetto OSVehicle – l’automobile personalizzabile che abbatte i costi grazie alla progettazione condivisa e continua da parte di chiunque.

Ora i due giovani italiani aspettano un primo finanziamento pari a 3 milioni di euro per far partire concretamente la loro idea ma intanto a loro va il grande merito di aver riabilitato la canapa, dandogli la possibilità di diventare un fattore per il comparto agricolo in crisi da decenni.

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