Come coltivare l’ortensia: la guida pratica

di Alessia del 19 giugno 2017

L’ortensia è una pianta ornamentale, facile da coltivare e molto colorata. Ecco la nostra guida pratica per capire come ottenere delle belle fioriture.

L’ortensia è una pianta originaria del Giappone, della Cina e dell’America meridionale, arrivata in Inghilterra e poi nel resto dell’Europa solo nel XIX secolo.

Appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae, dal greco hydros (acqua) e angeion (vaso). Questo perchè i semi sono inseriti all’interno di piccoli involucri che ricordano dei vasi per il trasporto dell’acqua.

Se amate il giardinaggio, questo fiore vi darà tante soddisfazioni, crescendo rigoglioso e chiedendo poche attenzioni in cambio. Possiamo difatti considerarlo a tutti gli effetti come una pianta rustica.

Ortensia: descrizione della pianta

L’ortensia è una pianta a foglia caduca che raggiunge i 2 metri nella specie arbustiva, mentre arriva a 15 metri se la specie è quella rampicante.

I fiori sono raccolti in infiorescenze sferiche, non presentano petali ma sepali. Sono sterili in alcune specie. Il loro colore viene determinato dall’acidità del terreno. Questo significa che se vogliamo ottenere il colore blu, il pH del terreno dovrebbe essere acido, quindi inferiore a 6. Per il colore rosa bisogna avere un pH basico-alcalino.

Variando il range, si ottengono tutte le altre tonalità come l’azzurro, il rosso, il violetto, il bianco. Il fusto della pianta è ben saldo e robusto, le foglie si radunano in gruppi da 3, sono di un verde intenso.

colori ortensia

I vari colori dell’ortensia

Classificazioni dell’ortensia

Esistono 40 varietà di ortensia, noi ve ne citiamo solo alcune tra le più note:

  • paniculata: arbustiva, può toccare anche i 5 metri e i fiori sono rosa o bianchi, uniti in pannicoli.
  • Hydrangea ortensis: si tratta della specie più diffusa nelle nostre case. I colori dei fiori vanno dal bianco al rosso, dal blu al rosa.
  • Hydrangea quercifolia: specie arbustiva con fiori bianchi.
  • Hydrangea arborescens: i fiori sono bianchi e le foglie lanceolate.

Come coltivare l’ortensia in giardino

Pur essendo una pianta molto adattiva, sarebbe bene seguire alcune raccomandazioni. Innanzitutto la scelta del periodo e del terriccio: il momento migliore è tra aprile e ottobre, mentre se decidete di coltivare una pianta già grande, acquistata al vivaio, allora conviene muoversi nel mese di maggio o nel periodo tra ottobre e novembre.

Scavate una buca e riempitela con del terriccio e della torba acida. Scegliete un posto che sia a mezzombra e non esposto direttamente al sole, perché la pianta si seccherebbe dopo poco. La fioritura avviene da aprile fino alla fine dell’estate e in questo frangente è bene concimare almeno 1 volta alla settimana.

Temperature superiori a 18 gradi potrebbero però creare problemi, quindi è sempre bene scegliere con cura la zona di coltivazione.

ortensia in giardino

Innaffiature

Le innaffiature devono essere regolari e molto abbondanti. L’acqua deve essere a temperatura ambiente e sarebbe opportuno annaffiare la mattina presto o dopo il terreno. Accertatevi che il terriccio sia costantemente umido, ma senza esagerare.

Attenzione al grado di calcare presente nell’acqua, perché può compromettere il livello di acidità del terreno. Per essere certi, potete riciclare acqua piovana.

Potatura

La pianta va potata tutti gli anni e ripulita dai fiori secchi. Sono da eliminare i rami secchi e quelli che potrebbero ostacolare la crescita della pianta. Il periodo in cui va effettuata la potatura coincide con l’approssimarsi della primavera, di modo che possa accogliere i nuovi fiori che andranno a sbocciare.

Coltivare l’ortensia in vaso

Se non avete un giardino a disposizione o volete posizionare i fiori sul balcone, potete ricorrere alla coltivazione in vaso. Non dovete seguire particolari accortezze, se non quelle già previste per la coltivazione a terra.

Acquistate un vaso grande, che consenta al fiore di esprimersi a pieno. Potate la pianta e ricordate di non far ristagnare l’acqua nel sottovaso, perché questo potrebbe far marcire le radici.

ortensia in vaso

Cura dell’ortensia in inverno

Questa pianta in inverno va protetta, soprattutto se avete scelto di coltivare le specie Hydrogea serrata e Hydrogea macrophylla e se abitate nel Nord Italia. Una tecnica molto utile consiste nella tradizionale pacciamatura.

Ovviamente la pianta andrà nella fase di riposo, per cui non avrà più bisogno di acqua.

Malattie e problematiche dell’ortensia

Vediamo ora quali sono le principali problematiche dell’ortensia e come intervenire:

  • Acqua calcarea: le foglie tipicamente ingialliscono.
  • Ragni rossi: l’attacco di questi animaletti comporta l’ingiallimento delle foglie a cui segue la caduta.
  • Attacco di nematodi: i segni principali sono fioriture irregolari e ulcere lungo il fusto.
  • Pidocchi: facilmente riconoscibili, dato il colore bianco-giallognolo.
  • Mal bianco: inizialmente compaiono macchioline rosse sulle foglie, poi arriva la muffa.
  • Muffa grigia: petali e boccioli si ricoprono di macchie chiare che diventano più scure ai bordi.

In tutte queste situazioni, noi consigliamo sempre di utilizzare antiparassitari naturali piuttosto che i classici prodotti commerciali pieni di sostanze tossiche per la pianta e per noi esseri umani.

Ortensia: significato ed etimologia

La storia che si cela dietro alle ortensie richiama l’amore tra due amanti, Hortense Barrè e Philibert Commerson. Quest’ultimo fu l’esploratore a cui andò il merito di aver trapiantato il fiore in Europa, chiamato proprio con il nome della sua amata donna.

Da allora, questa pianta viene associata all’amore per cui regalarla è una vera e propria dichiarazione. Per anni è stata considerata come una pianta magica, abbagliando tutti con i suoi cambi di colore.

Ecco altre guide utili per il giardinaggio:

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