Come comportarsi in caso di alluvione, ce lo spiegano i geologi

di Luca Scialò del 30 gennaio 2014

Non passa momento che l’Italia non sia funestata dalle alluvioni, e di conseguenza, da frane e allagamenti. Ma come bisogna comportarsi? Ecco il decalogo in 11 punti diramato da Vittorio D’Oriano, vicepresidente del Consiglio nazionale dei geologi. Sono consigli pratici anche di buon senso ma è sempre meglio ricordarli in caso di forti pioggie.

VAI A : Anche le aree protette a rischio per le alluvioni

1. Interrompere l’erogazione dell’energia elettrica e l’erogazione del gas se centralizzato, chiudere le bombole di gas degli impianti individuali, per limitare gli scoppi e gli incendi accidentali per rottura.

2. Non usare gli ascensori, si potrebbe rimanervi bloccati.

3. Salire ai piani alti e mai scendere negli scantinati per nessun motivo.

4. Non avventurarsi nelle strade allagate a piedi o con qualsiasi mezzo di locomozione.

5. Se sorpresi dalla piena lungo una strada entrare nel primo portone aperto e salire ai piani superiori senza forzare in alcun modo la corrente.

6. Se sorpresi dalla piena in auto abbandonare immediatamente l’auto e portarsi nell’edificio più vicino raggiungendo i piani più alti.

7. Non accedere ai sottopassi, anche quando sembrano asciutti, se non dopo essersi accertati dell’assenza di pericolo.

8. Non attraversare ponti anche quando la lama d’acqua che li sormonta sembra modesta.

9. Evitare di spostarsi lungo strade allagate.

10. Non trattenersi lungo gli argini dei fiumi o sui ponti.

11. Evitare di abbandonare un luogo sicuro per raggiungere amici o conoscenti.

LEGGI ANCHE: Consumo del suolo: negli ultimi 15 anni cresciuto in maniera incontrollata in Italia

I geologi ci tengono a sottolineare come una legge chiara già ci sia per la difesa del suolo, la 183/1989, e prevede molte cose, come l’attivazione di contratti di assicurazione per la copertura di certi rischi e la delocalizzazione con la previsione di indennizzi ai privati.

In pratica si prevede lo spostamento di edifici e infrastrutture, selezionati in base al livello di rischio e al valore in termini di beni coinvolti e di potenziali vite umane. Ma tutto è rimasto com’è, anzi, i condoni negli anni successivi hanno solo legittimato lo scempio urbanistico.

In fondo è naturale che avvengano le frane ma diventano un disastro quando si è costruito dove non si doveva…

Forse ti potrebbe interessare anche:

{ 1 comment… read it below or add one }

limone fiorito febbraio 5, 2014 alle 10:19 pm

Come comportarsi in caso di alluvione, ce lo spiegano i geologi

di Luca Scialò il 30 gennaio 2014

dica a vittorio d’oriano che se stila un undecalogo non scriva due volte la stessa cosa (4 e 9)
meglio un decalogo ben congegnato, si ricorda meglio e ci sono precedenti illustri.

Rispondi

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *