Come curare un’orchidea: i nostri consigli

di Eryeffe del 3 aprile 2015

Se non sapete come curare un’orchidea, vi diamo alcuni consigli che si riveleranno molto utili per avere splendide fioriture ripetute e piante in piena salute per anni.

Per prosperare e regalarci splendide  fioriture, magari per molte settimane all’anno, una pianta di orchidee ha bisogno di molte cure e attenzioni che presuppongono una conoscenza abbastanza approfondita della varietà che abbiamo deciso di coltivare in casa, in serra  o – laddove sia possibile e il clima lo permetta – in giardino. Ogni orchidea, infatti, ha delle peculiarità e delle specificità che la rendono più o meno sensibile alla luce del sole, agli sbalzi di temperatura e alla quantità di umidità presente nell’aria e nel substrato.

Le orchidee, infatti, sono piante raffinate, bellissime ma estremamente fragili che possono riservare grandi soddisfazioni ma anche amari fallimenti. In questo articolo, proveremo a darvi alcuni consigli pratici e delle regole di base semplici da adottare per approcciare la coltivazione di queste meravigliose piante erbacee perenni tanto apprezzate come piante decorative e da interno per il loro portamento elegante, il fogliame verdissimo e carnoso e i fiori variopinti declinati in tutte le tonalità del giallo, del rosa, dell’arancio, del viola e perfino del rosso.

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La scelta del tipo di orchidea:

La selezione della specie più adatta al clima, alla luce e alla nostra abilità di giardinieri in erba è il primo, fondamentale passaggio per la buona riuscita del progetto. Come abbiamo avuto modo di vedere nell’articolo dedicato alle 10 varietà di orchidee più semplici da curare, esistono alcuni tipi di orchidee comuni e semplici da curare che ben si adattano a pollici green più o meno esperti. Le cultivar più raccomandate, in tale senso, sono la phalaenopsis, il dendrobium e la oncidium. Spesso ogni varietà include centinaia di sottospecie diverse, quindi chiedete sempre al vostro vivaista di fiducia per quale pianta optare.

Il tipo di terriccio più adatto per le orchidee:

La scelta del terriccio è un altro passaggio fondamentale. Prima di invasare la pianta, infatti, il substrato deve essere accuratamente miscelato. Mai optare per un terriccio comune poichè le orchidee hanno bisogno di un terriccio che lasci passare molta più aria e che prevenga i ristagni di umidità. In generale il mix deve essere poroso e può essere assemblato combinando pezzi di corteccia o di guscio di cocco, carbone o perfino polistirolo. Anche in questo caso, la varietà di orchidea selezionata determinerà il giusto mix da adottare.

orchidea cattleya

E’ importante la scelta del tipo di terriccio più adatto alla varietà di orchidea

Se avete ancora dubbi sul mix di terriccio da preparare per la vostra orchidea potete basarvi su due tipologie di base che andranno bene per quasi tutte le varietà di orchidea comune. Il primo è adatto a un rinvaso a grana sottile, ideale per le Oncidium , Scarpetta di Venere, Miltonie e in generale per tutte le orchidee a radici sottili che amano l’umidità. Esso consiste in una miscela di 4 parti di corteccia di abete o gusci di cocco tritati, 1 parte di carbone a pezzetti, 1 parte di perlite. Il secondo, invece, è un mix medio composto da 4 parti di corteccia di abete, 1 parte di carbone in pezzi medi e 1 parte di perlite. Quest’ultimo mix è adatto ai cultivar cattleye, phalaenopsis e altre orchidee ‘mature’.

La scelta del vaso per le orchidee:

La scelta del vaso, pur scontata e banale che sembri, è invece molto importante per il futuro sviluppo della pianta. Le caratteristiche del vaso devono essere funzionali al tipo di orchidea (alcune varietà prosperano in vasi dove e le radici rimangono molto strette e compresse fra loro), la ventilazione e l’umidità dell’ambiente esterno. In ogni caso, il vaso deve essere forato in modo da assicurare un buon drenaggio e deve essere abbastanza lungo per permettere lo sviluppo radicolare della pianta (in particolare per la varietà cymbidium).

cymbidium

La scelta del vaso, è molto importante e funzionale al tipo di orchidea, alla ventilazione e all’umidità dell’ambiente esterno. Il vaso deve essere forato e lungo per lo sviluppo radicolare.

La propagazione dell’orchidea:

Se desiderate propagare la vostra orchidea preferita per seme, ricordate che ambiente e mani devono essere sterili e mettete a dimora solo due semi per volta, appena sotto la superficie del vaso e in un terriccio di eccellente qualità. Potete stimolare la germogliazione con del fertilizzante appositamente formulato ma in generale occorrerà tempo e pazienza per vedere i primi risultati.

Il rinvaso dell’orchidea:

Una volta pronta per il rinvaso, l’orchidea deve essere tolta dalla sua collocazione di origine e ripulita dalle radici morte o che stanno per marcire. Per questa operazione servitevi di un paio di forbici e, se necessario, dividete l’impianto radicale in più sezioni prima di mettere a dimora la pianta nel nuovo vaso.  Non eccedete con il terriccio e il mix preparato per il substrato, ma limitatevi a coprire appena le radici facendo in modo che quelle più sviluppate e mature aderiscano alle pareti del vaso stesso.

La temperatura ideale per le orchidee:

Far vivere la pianta di orchidee alla giusta temperatura è un altro presupposto fondamentale per fare in modo che essa prosperi e fiorisca durante l’anno. Le orchidee sono piante di origine tropicale, quindi nella maggior parte dei casi amano i climi miti e caldi (18-25c°), gli ambienti ventilati e luce a volontà, ma quasi mai diretta.

phalenopsys

La quantità di luce per l’orchidea deve essere mai eccessiva e diretta.

La luce giusta per le orchidee:

La quantità di luce che la nostra orchidea deve ricevere deve essere adeguata, ma mai eccessiva e diretta. Troppa luce danneggerebbe le foglie facendole addirittura bruciare, poca luce non permetterebbe la fioritura. Controllando l’aspetto delle foglie, dunque, la quantità di luce può essere facilmente dosata. La loro colorazione deve essere sempre intensa e brillante, mai marroncina o rossastra (in questo caso la pianta riceve troppa illuminazione). Il posto ideale in cui collocare una pianta di orchidee è dietro una tenda o persiana, dove la luce arriva moderatamente e indiretta.

Annaffiare, quando?

Per quanto riguarda l’annaffiatura, ricordate sempre di non esagerare! Meglio poca acqua che troppa, poichè rischiereste di uccidere la pianta. In generale limitatevi ad un’annaffiatura ogni 5-12 giorni, un po’ più abbondante durante l’estate. Controllate sempre che il substrato non sia né troppo umido, né troppo secco. Alcune varietà, specie durante il periodo di crescita, amano essere tenute umide (paphiopedilum, miltonia, cymbidium e odontoglosso); altre, invece, prediligono un terreno ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra (phalaenopsis, vanda e ascocenda). E ricordate: più spesse e carnose sono le foglie, più la pianta avrà bisogno di acqua.

orchidea

Come curare un’orchidea: annaffiare bene ma con le dovute accortezze

Le orchidee seguono uno sviluppo lento e graduale. Se avete optato per la propagazione via seme potrebbero volerci mesi prima di veder spuntare qualcosa, mentre per la prima fioritura potrebbero passare anni. Se osserverete queste regole in maniera attenta e scrupolosa e dedicherete alla vostra pianta le cure e l’amore necessario, la vostra attesa sarà senz’altro ricompensata.

Immagini via shutterstock.

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