Come decrescere seguendo la Natura, i consigli pratici di Paolo Ermani, autore di ‘Pensare come le montagne’

di Luca Vivan del 8 luglio 2014

Paolo Ermani è una di quelle persone che quasi in sordina, senza l’attenzione degli schermi TV, ma con fiera ostinazione, stanno portando avanti una nuova visione del mondo e, cosa non meno importante, anche i propri sogni.

Ebbi il piacere di incontrarlo nel 2003 in un progetto di eco-villaggio in Liguria e ora, più di 10 anni dopo, durante Terraé – Officina della Sostenibilità, a Pordenone,  l’ho intervistato prima di una sua conferenza sul tema dello “Scollocamento“.

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Potresti dirci cos’è lo scollocamento?

L’idea nasce dal libro Pensare come le montagne in cui avevamo pensato di disinserire le persone dalla società dei consumi, dando una serie di consigli per risparmiare energia, sprecare di meno e affrontare la vita in modo diverso. Dall’idea di disinserimento sono passato, assieme ad un gruppo di persone, a quella di un Ufficio di Scollocamento che è anche un libro,(Ufficio di Scollocamento. Una proposta per ricominciare a vivere) scritto con Simone Perotti. L’obiettivo è quello di “scollocare” le persone da una società che è simile ad una nave che affonda e i cui dirigenti sono come il comandante responsabile del naufragio dell’Isola del Giglio, che invece di dire che bisogna abbandondare l’imbarcazione, continuano a dirci di salire a bordo.

L’Ufficio di Scollocamento non è un ufficio vero e proprio come i centri per l’impiego, ma un’idea che viene sviluppata in diversi luoghi per dare la possibilità alle persone di cambiare vita e lavoro. Il lavoro è un problema oggi, non solo dal punto di vista occupazionale, ma proprio del suo significato.
Non sappiamo più perché lavoriamo, se non per arrivare a fine mese. Il lavoro non è più inteso come realizzazione della persona. La questione è grave perché lavoriamo 7-8 ore al giorno, per 30-40 anni ed un impiego in linea con le proprie aspirazioni, i propri ideali, che non è deleterio per l’ambiente e la società dovrebbe essere il primo obiettivo personale. Tutto questo va rimesso in discussione e così cerchiamo di dare delle soluzioni.

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Che relazioni ha lo scollocamento rispetto ad uno stile di vita ecologico?

Cambiare vita, cambiare lavoro è qualcosa che viene ripreso anche da altre persone e ci fa piacere. Noi però vorremmo che questo cambiamento fosse complessivo. Ci sono tanti consulenti che offrono consigli su come cambiare professione. Quello che noi diciamo è: “cambia lavoro e fai qualcosa che sia utile per te stesso, la società e l’ambiente.” Quindi non solo cambiare lavoro e invece di essere impiegato nella multinazionale A passa alla multinazionale B ma magari dai il tuo contributo in una cooperativa che installa pannelli solari, oppure coltiva le tue passioni artistiche per lavorare insieme a persone disabili. Quindi si tratta di fare cose utili ma anche insieme agli altri, questo è un aspetto molto importante su cui insistiamo: sviluppare le proprie potenzialità, riappropriarsi della propria intelligenza ed unirsi ad altri per sviluppare dei progetti che siano di ampio respiro. Lo scollocamento mette in discussione l’individualismo per recuperare il senso di una prospettive collettiva.

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Lo scollocamento è parte di un fenomeno più vasto, dalla decrescita, alla permacultura, agli orti urbani. Secondo te ci troviamo di fronte ad un cambio di paradigma generalizzato?

Io, contrariamente a quello che si dice normalmente, percepisco molto questo cambio di paradigma. Non sembra che ci sia un cambiamento in atto semplicemente perché i mass media non ne parlano. Le persone sono bombardate da messaggi negativi, quasi terroristici, facendoci credere di essere ridotti in povertà totale o che siamo quasi alla guerra civile. Ci sono chiaramente delle grosse problematiche e c’è molta sfiducia verso la politica tradizionale che non fornisce soluzioni. Quindi molti individui si stanno organizzando da soli. Questo fenomeno di autorganizzazione non fa molto chiasso. Tuttavia, di iniziative ce ne sono sempre di più. Noi stessi che giriamo l’Italia, che organizziamo corsi di formazione, vediamo che ci sono tanti progetti belli ed interessanti che vanno nella direzione di uno scollocamento generale. Purtroppo la gran cassa mediatica li ignora, perché come si dice, fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce. Noi comunque cerchiamo di dare un contributo alla diffusione di queste realtà, infatti abbiamo un giornale on line, Il Cambiamento, in cui diamo le informazioni che i mezzi di comunicazione ignorano e dove è possibile seguire le iniziative di scollocamento in giro per l’Italia.

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