Idroponica: come fare un giardino idroponico fai da te

by Serena Romano on 11 giugno 2016

Coltivazione idroponica: scopriamone i principi di base e come si possa realizzare un giardino idroponico anche in casa

Idroponica (dal greco, údor, cioè acqua e pόnos, lavoro) è una speciale tecnica di coltivazione delle piante fuori terra generalmente nota come “l’arte di coltivare le piante nell’acqua”.

In effetti, l’idroponica è ben più che questo.

Se è vero che tanto l’idrocoltura (la coltivazione, appunto, delle piante in acqua) quanto l’idroponica, fanno dell’acqua il principale habitat della pianta, le differenze sono comunque rilevanti:

  • nel primo caso si tratta, in genere, di piante acquatiche le cui radici crescono e si sviluppano autonomamente all’interno di laghi, bacini, fontane e luoghi simili, senza che sia necessario alcun tipo di intervento umano ulteriore
  • nel caso dell’idroponica, le colture sono il risultato dell’applicazione di una precisa e sapiente tecnica, che richiede l’impiego di un’apposita strumentazione finalizzata a mantenere il liquido in costante circolazione.

Questa tecnica di coltivazione fuori terra, al di là degli ovvi pregiudizi e dello stupore che di primo acchito non può non provocare anche ai più aperti di mente, dà, in realtà, risultati incredibili.

Potrete realizzare un orto di tutto punto dal nulla, e coltivare floride patate, sedani e cavoli rigogliosi, saporite fragole ed ogni altra cosa desideriate, anche senza disporre di un granello di terra.

Per questo all’idroponica ricorre, in genere, chi ha il sogno di cibarsi con le verdure del proprio orto, o di illuminare una stanza della casa con i colori freschi e vivaci di un vivaio o di una serra, pur non avendo un giardino o un terreno per farlo.

Vi abbiamo spiegato quindi  in sintesi che cosa sia l’idroponica, ed ora cercheremo di guidarvi nell’arte di realizzare un giardino idroponico  fai da te.

Idroponica: giardino idroponico fai da te

Se siete interessati all’idea del Giardino Idroponico, vi consigliamo, prima di rivolgervi a mani esperte, di provare a realizzare il vostro giardino idroponico da soli. L’operazione è tutt’altro che complicata e potrebbe essere un’ ottima idea per trascorrere in maniera utile e divertente qualche domenica primaverile in attesa dell’estate.

Come fare un Giardino Idroponico – l’occorrrente:

In linea di massima per realizzare il vostro giardino idroponico vi serviranno:

  • un grande recipiente di colore scuro che faccia da vasca per le radici, magari un acquario dismesso (i raggi solari non devono filtrare per cui, se necessario, ricoprite il recipiente con vernice nera sull’esterno);
  • vasi per idroponica o bicchieri di plastica (meglio se riciclata ovviamente);
  • polistirolo per coprire il recipiente come di coperchio e fissare i supporti per le piantine
  • un substrato d’ancoraggio traspirante (perlite, vermiculite, argilla espansa, a seconda  delle preferenze);
  • una pompa ad aria per ossigenare la soluzione;
  • pietre porose su cui ancorare il tubicino della pompa
  • sostanze nutritive per idroponica.

Immagine tratta da: http://www.coltivazioneindoor.it

Fin qui per gli strumenti necessari.

Come fare un Giardino Idroponico – le istruzioni step-by-step:

Eccovi ora invece il procedimento per realizzare il vostro Giardino Idroponico:

  • Iniziate con il praticare dei fori sul pannello di polistirolo in modo da potervi inserire i bicchieri carta, prestando attenzione a che la parte superiore della futura piantina rimanga esposta alla luce. Fate un foro anche per far passare il tubicino della pompa ad aria.
  • Collegate, quindi, il tubicino della pompa ad aria alla pietra porosa e riponete quest’ultima sul fondo del recipiente.
  • Riempite, a questo punto, la vasca con una soluzione a base di acqua e di sostanze nutritive per idroponica (che potrete acquistare nei comuni negozi di giardinaggio), miscelando secondo le istruzioni della confezione e collocate il coperchio di polistirolo sopra la struttura.
  • Inserite, infine, nel supporto di polistirolo i bicchieri di plastica, o i vasi per idroponica, previamente riempiti con un po’ di substrato d’ancoraggio.
Giardino idroponico anche in salotto

Giardino idroponico anche in salotto

Il vostro sistema di coltivazione idroponica, a  questo punto, è pronto per l’uso. Non vi resta che piantare i semi ed attendere che il vostro rigoglioso giardino domestico cresca in bellezza.

Ricordate di mantenere in funzione la pompa ad aria per garantire una buona ossigenazione e di cambiare la soluzione  almeno due volte al mese. Se avete l’impressione  che la soluzione acquosa si sia ridotta notevolmente, potrebbe essere opportuno aggiungerne dell’altra.

Coltura Idroponica

Esempio di coltura Idroponica

Vi consigliamo, in casi simili, di alternare, acqua semplice a soluzione composta, per evitare di saturare eccessivamente le piante ed godere, pure, d’un risparmio economico.

Scoprite anche  Il kit di coltivazione idroponico IKEA per avere verdura fresca e fai da te in casa.

idroponica in cucina

idroponica: esempio di giardino idroponico in cucina

Un’alternativa, per chi non avesse il tempo, lo spazio o l’intenzione di impegnarsi tanto, può essere quella di acquistare delle bottiglie per coltura idroponica già pronte per l’uso. Su internet ne troverete di vari generi.

Si tratta, in genere, di simpatiche e colorate bottiglie di vino riciclate, opportunamente riempite delle sostanze necessarie e piantate a basilico, prezzemolo, origano, menta e aglio.

Con poco spazio e poca spesa, in tal modo, potrete creare il vostro colorato erbario direttamente sulla mensola della cucina!

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maurizio sanseverino novembre 24, 2012 alle 12:44 pm

x Marsia, io non sono un esperto ma ho letto qualcosa. Pare che, il lato green di accostare le colture dei pesci di allevamento con quelle dell’ortofrutta, stia nella concimazione naturale dovuta alla defecazione dei pesci, col doppio vantaggio di evitare pure la manutenzione delle vasche e della concimazione artificiale, il tutto occupa meno spazio dei terreni, a parità di prodotto raccolto ( meno consumo di territorio ), senza contare che l’allevamento del pesce di acqua dolce per l’alimentazione umana ( qualcosa bisognerà pur mangiare ) favorisce la protezione di quelli ” wild ” in natura. In nord Europa si fa già da decenni ed è diventata una attività redditizia ( loro sono più attenti di noi ai green work ). In Italia si comincia solo ora a fare i primi passi. Nelle foto compaiono degli acquari la cui unica utilità green può essere quella di una filtrazione naturale da parte delle radici delle piante e di uno scambio simbiotico di nutrienti, altrimenti gli scarti finirebbero in discarica o nelle fogne. Ciao, Maurizio.

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