Come funziona un forno a microonde

di Valerio Guiggi del 13 marzo 2016

Non tutti sanno come funziona il forno a microonde, un elettrodomestico che tutti abbiamo in casa, ma il cui funzionamento rimane “misterioso”.

Scalda gli alimenti, fa risparmiare sulla bolletta della luce e del gas rispetto al forno tradizionale ed è amico dell’ambiente: è il forno a microonde, un elettrodomestico che da una ventina di anni fa non ha smesso di avere il suo successo nelle case delle italiani.

Semplice, pochi passaggi per utilizzarlo, basta una comune presa elettrica e qualsiasi cosa si possa ingurgitare che lui lo scalda e, in certi casi, lo cuoce: tuttavia, facendo domande alle persone più varie mi sono accorto di una cosa, e cioè che nessuno sa come funziona un forno a microonde. Le risposte sono molto divertenti, e si va dal fatto che sia un forno normale al “non lo so”, al “boh”. “Mah, non lo so, io lo accendo, premo lì, lì e lì e va…”

Le microonde

Facciamo un po’ di ordine partendo dall’inizio. Le microonde.

Le microonde sono onde elettromagnetiche, onde che rappresentano (i fisici mi perdoneranno, ma faccio per spiegare in modo semplice) delle vibrazioni di energia. Le onde elettromagnetiche ci circondano, e non c’entrano nulla (o, meglio, non sono solo) quelle dei ripetitori delle radio.

Tra le onde elettromagnetiche, ad esempio, abbiamo i colori, e il nostro occhio riesce a percepire quelle onde; se le onde sono più lunghe abbiamo il rosso, se sono più corte abbiamo il viola. Ancora più lunghe infrarosso, ancora più corte ultravioletto. E visto che le lunghezze vanno dai millesimi di millimetro ai chilometri, abbiamo da una parte le onde radio (che ci fanno ascoltare la radio, si, e 100, 105, 102.5 sono le lunghezze d’onda), dall’altra i raggi X. In mezzo a tutto questo casino ci sono le microonde.

Le microonde in un forno vengono prodotte da un magnetron, un dispositivo che di lavoro produce microonde (come una torcia produce onde luminose, per cui sono amici) ma queste onde hanno un effetto diverso sulla materia. Se le onde emesse dalla torcia reagiscono con i nostri occhi e ci fanno vedere, le microonde non lo fanno.

Le microonde, infatti, sono in grado di reagire con alcuni componenti alimentari, come l’acqua e i grassi, che tendono a seguirli, un po’ come le singole gocce d’acqua si spostano seguendo le onde del mare. Solo che di onde al mare ne passano da due a un centinaio al minuto (dipende da quanto sono grandi) mentre di microonde ne passano cinque milioni al secondo.

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Queste povere molecole che si trovano nell’alimento provano a seguirle, ma cinque milioni di spostamenti al secondo sono tanti, e così loro “strusciano” una sull’altra: in questo modo producono calore. Tanto più durano le microonde, tanto più calore uscirà fuori dalle molecole, tanto più caldo sarà il nostro cibo. E qui si capisce anche perché, ad esempio, il pane raffermo che è duro nel microonde diventi molle: l’acqua interna, generalmente ferma, evapora, e così è come se il pane fosse cotto al vapore. Interessante, vero?

Quindi i cibi contenenti maggiori quantità d’acqua cuociono più rapidamente dei cibi solidi, per questo alle volte è difficile stabilire il giusto tempo di cottura.

I tempi di cottura inferiori sono dovuti anche alla propagazione del calore che viene generato dall’interno del cibo a differenza del funzionamento dei forni tradizionali, dove il calore si trasmette dall’esterno all’interno, con tempi inevitabilmente più lunghi.

Ad esempio per cuocere una coscia di pollo con patate arrosto il tempo nel microonde è di circa 4 minuti, mentre nel forno normale sono necessari almeno 10 minuti.

come funziona un forno a microonde

Lo sai veramente? Ecco come funziona un forno a microonde

Come usare al meglio il microonde

Capendo come funziona questo strano elettrodomestico, si capiscono anche una serie di regole interessanti che dovremmo sapere per utilizzarlo al meglio, come queste.

  • Avete mai visto su Youtube il filmato dell’uovo che nel microonde scoppia? Il motivo è chiaro, scaldando l’acqua interna all’uovo, che è nel tuorlo, questa diventa gassosa e fa pressione all’interno dell’uovo. Quando diventa troppa, lui scoppia. Per cui meglio non provarci che poi tocca pulire… Guardatelo su Youtube.
  • Ci sono delle cose che non hanno acqua né grassi, come il vetro o la porcellana, che nel microonde non scalderanno mai. Se ci mettiamo piatti o bicchieri vuoti, quelli rimarranno freddi, non essendo molecole in grado di reagire al microonde. Se, però, qualcosa dentro scalda il calore passa anche a questi materiali per conduzione,
  • Ci sono materiali che non si possono mettere nel microonde: in generale, i metalli. Avete presente che su un cucchiaio ci si specchia? Lo specchio riflette le onde luminose, ma riflette anche le microonde, e danneggiano il magnetron che le emette. Nei casi più gravi si iniziano a vedere veri e propri fulmini in miniatura prima che il forno si rompa per sempre. Meglio evitare.
  • Proprio come la luce diventa più debole man mano che ci si allontana, le microonde fanno lo stesso. Se io metto del riso nel microonde a montagnetta, a scaldarsi sarà solamente la parte superficiale, che fa sì che le microonde non giungano alla parte che si trova sotto, così che mangeremo il riso fuori bollente e quello interno freddo. Per evitarlo bisogna disporre il tutto a vulcano, lasciando un buco in mezzo, così che il piatto girevole esponga tutte le parti alle microonde in modo omogeneo.

Spero che questa spiegazione sia quantomeno servita a capire come funziona il forno a microonde: non è per fare i simpatici, ma visto che l’elettrodomestico in casa lo abbiamo sarebbe bene capire come funziona, come si deve.

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