Come lavare senza energia, facendo giocare i bambini

di Giulia Magnarini del 16 aprile 2013

Dal titolo, sembrerebbe un’invenzione geniale, ed in effetti un pizzico di genialità Swirl lo possiede: è un’idea del tedesco Designaffairs Studio nel tentativo di progettare soluzioni efficaci alle condizioni di disagio nei Paesi in via di sviluppo.

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L’aspetto che maggiormente comporta difficoltà e fatica nei Paesi in via di sviluppo è certamente l’accesso alle fonti di acqua, per raggiungere le quali sono necessarie camminate quotidiane sfiancanti anche di parecchi chilometri.

Se a questo aggiungiamo il peso del trasporto d’acqua o, nel caso di bucato, dei pesanti panni bagnati, è facile realizzare che la situazione richieda una soluzione efficace. E mettiamoci anche la difficoltà di accesso all’elettricità per completare il quadro.

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Pensando a tutto questo è nata Swirl, parola inglese che in italiano significa ‘girare vorticosamente‘: una palla colorata con le funzioni di cestello per il bucato e tanica d’acqua, facilmente trasportabile in quanto adatta ad essere fatta rotolare mediante un manubrio o “accompagnata” con i piedi.

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Ecco Swirl, la palla-lavatrice-tanica per l’acqua

Le madri che devono affrontare quotidianamente queste problematiche hanno così l’opportunità di alleviare le proprie fatiche o quelle dei propri figli mandati alla sorgente. I panni da lavare possono essere “trattati” durante il trasporto dalla fonte a casa durante il rotolamento di Swirl.

Così si guadagna sia  in termini di tempo che di fatica, specialmente se a fare il tragitto sono i figli, i quali, mentre stanno aiutando le loro madri, possono concedersi un po’ di divertimento, magari sognando un futuro migliore.

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