Come Parigi ha dichiarato guerra alle 4 ruote

di Marco Grilli del 1 gennaio 2014

Parigi… val bene una bici. La capitale transalpina è sempre più all’avanguardia nella mobilità sostenibile, grazie ai servizi di car sharing elettrico e bike sharing, a zone a velocità ridotta sempre più estese, al progetto di supermetropolitana veloce ed al boom delle ciclo-officine.

Partiamo dal servizio di car sharing Autolib’, inaugurato nel dicembre 2011 dal gruppo Bolloré, lesto a capire il netto calo dell’utilizzo delle auto private a Parigi. Grazie a questo investimento, per muoversi nella capitale basta oggi una semplice telefonata per noleggiare Blucar elettriche da quattro posti, design Pininfarina, ricaricabili in 4 ore e dotate di appositi parcheggi.

SCOPRI COS’E’: Autolib’, il car sharing a Parigi è elettrico

Non si è trattato di un flop, come molti scettici prevedevano all’epoca del lancio del servizio, perché Autolib’ oggi può contare su 100.000 abbonati –a 120 euro all’anno più 5,5 euro per ogni mezz’ora di utilizzo – e su una media di oltre 10.000 transazioni al giorno. Un servizio dai vantaggi inestimabili, in termini di riduzione della circolazione di auto, minor inquinamento, risparmi per gli utenti e maggior facilità nel trovare parcheggio.

Naturalmente, una città sempre più car free non poteva farsi mancare il corrispondente a due ruote di Autolib’, ossia Vélib’ (da vélo e libre che in francese significa bici libera), il servizio automatizzato di bike sharing, inaugurato nel 2007, che oggi può contare su ben 1.700 stazioni sparse in tutta la metropoli. Anche in questo caso, i parigini hanno risposto alla grande, sottoscrivendo ben 250.000 abbonamenti annuali – al costo di soli 29 euro all’anno per il servizio “classico”- tanto da far registrare una media quotidiana di oltre 140.000 spostamenti.

IL BIKE SHARING PIU’ FAMOSO AL MONDO: Velib’: scoprire Parigi su due ruote grazie al miglior sistema di affitto della bici

Dati che conferiscono a Vélib’ la palma del sistema di noleggio bici più diffuso al mondo. Tradotto in un vero toccasana per la salute, la circolazione e il rispetto dell’ambiente. Con Vélib, la guerra “selvaggia” per il parcheggio è consegnata alla storia. Uniche note stonate, gli atti di vandalismo alle stazioni e il gran numero di furti, più di 9.000 nel solo 2012.

In fin dei conti, la città dell’amore non poteva non lasciarsi attrarre dalla mobilità dolce, per apparire ancor più romantica e affascinante. Mentre in Italia si lotta per far approvare un codice stradale finalmente pro-ciclisti, a Parigi sono già da tempo realtà il doppio senso di circolazione per le bici (nelle zone che hanno il limite di velocità a 30 km/h) e la pedonalizzazione di un tratto di 2,3 km del lungosenna,  per render ancor più speciali e tranquille le passeggiate sulla rive gauche.

VAI A: Parigi lotta con lo smog, Autolib’ gratis e velocità massima a 30 km/h con interdizione perpetua delle vecchie auto

Notevoli anche le altre misure per abbattere il ricorso alle automobili. Un terzo delle strade della capitale è stato ridotto a “zone 30”, limitando così la velocità nel centro urbano a soli 30 km/h, mentre 20 “zones de rencontre sono state costituite allo scopo di rinforzare la socialità e creare spazi condivisi, dando sempre la priorità ai pedoni e riducendo a 20 km/h la velocità massima per le auto. Pù chiacchierate e meno sfrecciate sulle quattro ruote,  quindi, anche per riassaporare il gusto speciale della vita di comunità.

Ciliegina sulla torta, il Grand Paris Express! Si tratta di un sontuoso progetto, ripresentato la scorsa primavera dal governo transalpino, volto a creare una rete di linee di supermetropolitana regionale, con la realizzazione di un anello intorno a Parigi entro il 2030. Un’infrastruttura che, secondo le previsioni, modificherà drasticamente le modalità di trasporto del futuro.

SAPETE COSA SUCCEDE… Ad un pezzo di città quando viene pedonalizzato?

La passione per la bici, come mezzo di trasporto, svago o per sport, sta coinvolgendo sempre di più i parigini di tutti i ceti e di tutte le età. Sempre gremita di amanti delle due ruote è la Maison du vélo, la casa della bici intesa come spazio aperto a tutti i cicloamatori, inaugurata dal Comune nel 2011  e divenuta ormai un punto di riferimento cittadino.

Questo stile di vita sempre più ecologico ha rivoluzionato anche il mondo del lavoro, creando nuove opportunità. Nella regione dellÎle-de-France stanno riscontrando un sempre maggior successo le ciclo-officine, il cui numero di sedi e soci è in costante crescita, visto anche il periodo di crisi economica.

SUCCEDE A BERLINO: Ti riparano la bici a domicilio

In questi luoghi si impara a riparare le bici e si organizzano mercati dell’usato e corsi di formazione per aspiranti meccanici ciclisti. Dal 2010, un gruppo di giovani ha formato Cyclofficine, una rete di atelier cooperativi in gran parte autofinanziata, che dà lavoro ai ragazzi delle banlieue parigine più disagiate. La mobilità sostenibile incontra anche la solidarietà: cosa chiedere di più?

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