Come ricavare metalli preziosi dai rifiuti elettronici, un nuovo metodo italiano

di Luca Scialò del 6 febbraio 2014

I RAEE sono una miniera d’oro. Nel vero senso del termine. Infatti, da apparecchiature elettriche ed elettroniche come computer dismessi, telefoni cellulari, batterie al litio, pannelli fotovoltaici, e giochi elettronici, si possono ricavare oro, argento, stagno, piombo e altri metalli preziosi.

Come si possono estrarre? L‘ENEA ha messo a punto una metodologia che utilizza un processo idrometallurgico quasi a temperatura ambiente che si può eseguire in piccoli impianti. Comporta limitate emissioni in atmosfera, ed è estremamente vantaggiosa rispetto ai grandi impianti pirometallurgici utilizzati finora (ad alte temperature, cioè).

LA NOSTRA GUIDA: Sulla corretta raccolta differenziata

Presso il Centro Enea Casaccia è in costruzione un impianto sperimentale per condurre delle campagne dimostrative. Esso è pensato anche per il trattamento di materiali di altro tipo, come le lampade a fluorescenza esauste o i monitor Lcd.

In realtà l’Unione Europea si è mossa già da tempo in questa direzione con una serie di provvedimenti e normative inerenti la gestione integrata dei rifiuti. Con la recente Direttiva Quadro sui Rifiuti 2008/98/EC, viene imposta agli Stati membri una soglia minima di recupero rifiuti al 50% mediante raccolta differenziata.

FOCUS SUI RAEE: Cosa sono e come si smaltiscono

La direttiva poggia su 4 punti cardine: riduzione dei rifiuti prodotti, riuso dei rifiuti (ad es. apparecchi elettronici ancora funzionanti o che possono essere riparati), 3) riciclo con la conversione di rifiuti in prodotti utili, 4) recupero di altro tipo (ad es. termovalorizzazione con produzione di energia).

Un piccolo passo verso il riutilizzo di metalli e altre materie prime di cui l’Italia è povera che può garantire risparmio per le nostre tasche ed essere un valido aiuto per l’ambiente.

LEGGI ANCHE: Materie prime, il riciclo dei rifiuti dà una mano a chi ha poche come l’Italia

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Ron Q. Owens febbraio 7, 2014 alle 7:13 am

L’applicazione è demandata ai comuni, sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura. La tassa è dovuta al Comune per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre che di spazzamento delle strade pubbliche. Il servizio è gestito dal Comune in regime di privativa.

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