Come riciclare le lampadine a risparmio energetico, senza acquistarle nuove

di Marco Grilli del 24 agosto 2014

Tutti conosciamo i vantaggi delle lampade fluorescenti, note non solo per la loro durata ed efficienza, ma anche per il fatto che, a parità di emissione luminosa, consumano fino all’80% di energia in meno rispetto alle tradizionali a incandescenza, durando dalle 5 alle 10 volte in più; eppure tutti sanno come riciclare le lampadine a risparmio energetico, anche senza acquistarle nuove?

I tubi al neon, le lampadine a basse consumo e quelle fluorescenti fanno quindi risparmiare, dando una mano all’ambiente grazie alle minori emissioni di anidride carbonica, altamente nociva all’atmosfera ma una volta esauste, devono essere correttamente differenziate per non inquinare anche di più delle lampadine a incandescenza.

Ma come riciclare le lampadine a risparmio energetico? E’ fondamentale conoscere le loro modalità di smaltimento perché, a differenza delle vecchie lampadine a filamento, quelle fluorescenti, se smaltite normalmente, si configurerebbero come rifiuti pericolosi, contenendo un quantitativo di mercurio da 1 a 5 mg, altamente nocivo per l’ambiente e la nostra salute.

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La raccolta differenziata permette invece sia la messa in sicurezza dei materiali tossici, che il recupero di notevoli quantità di vetro, plastiche e metalli, ampiamente riutilizzabili.

Ecco quindi le tre differenti possibilità per il recupero di questi rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

  • Restituirle al negozio di illuminotecnica, di elettrodomestici o al supermercato che abbia un punto di raccolta specifico, anche senza averne acquistate delle nuove.
  • Conferirle nel cassonetto Ecolamp presso le isole ecologiche delle vostre città
  • Usufruire del servizio gratuito di ritiro di Ecolamp, se siete installatori di illuminotecnica, che provvede a prenderle in consegna direttamente presso i vostri magazzini, purché ci siano almeno 100 Kg di sorgenti luminose esauste

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Ecolamp è il consorzio senza fini di lucro, leader in Italia, che opera su tutto il territorio nazionale per il recupero e lo smaltimento delle apparecchiature per l’illuminazione, provvedendo a tutte le varie fasi, dal ritiro, al trasporto fino al recupero e al trattamento.

Le isole ecologiche Ecolamp sono circa 1.700 in tutta Italia e per sapere la loro localizzazione e i giorni e gli orari di servizio basta consultare il sito www.ecolamp.it. Dal sito stesso è possibile inoltre scaricare gratuitamente l’app per smartphone e tablet, che indica in tempo reale l’isola ecologica più vicina per soddisfare le vostre esigenze.

Un’importante novità è stata introdotta dalla nuova direttiva europea sui RAEE, che possiamo sintetizzare nell’espressione ‘uno contro zero’. Se fino ad oggi, infatti, era possibile restituire le lampadine esauste al negoziante solo al momento dell’acquisto di quelle nuove (uno contro uno), la normativa appena recepita dal nostro Parlamento ha eliminato quest’obbligo. Obbligo quindi anche da parte della grande distribuzione, chiamata ad accettare le lampadine esauste senza pretendere nuovi acquisti.

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Inoltre, come spiega Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp: «La normativa modifica i criteri e innalza i limiti del recupero: il volume dei rifiuti high-tech non sarà più espresso in Kg/abitante ma in rapporto alla quantità di prodotti tecnologici immessi sul mercato nei tre anni precedenti».

Per il 2016 è stata quindi fissata la quota del 45% (ogni 100mila tonnellate di prodotti venduti le aziende dovranno recuperarne 45mila), che dovrà salire al 65% nel 2019. L’Italia sarà tenuta a passare dall’attuale media di 4,2 Kg procapite a 7,5 nel 2016 e 10 nel 2019.

Intanto, non mancano le note positive nel nostro Paese in materia di riciclo delle lampadine fluorescenti e a basso consumo. Un’operazione che, stando ai dati forniti da Ecolamp, è cresciuta del 16% nel 2013, per un totale di 1.905 tonnellate recuperate. Lombardia, Piemonte e Veneto si sono dimostrate le regioni più virtuose (54% del totale nazionale) ma i dati sono incoraggianti un po’ ovunque, testimoniando una maggiore sensibilità dei cittadini verso queste tematiche.

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Gli stessi cittadini che, oggi, avranno un ruolo fondamentale per verificare la corretta applicazione della nuova normativa da tutti i negozianti e sueprmercati, che dovranno ospitare gli opportuni contenitori per la raccolta.

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Daniele agosto 28, 2014 alle 2:45 pm

Complimenti per l’articolo. E’ necessario portare le CFL in discarica in modo che possano essere adeguatamente smaltite in impianti in grado di separare il mercurio con gli altri materiali di cui sono costituite. Bisognerebbe cercare di sensibilizzare la gente comune con un’accurata campagna di educazione che spieghi in maniera semplice ed immediata l’importanza di uno smaltimento corretto di tutti i materiali RAEE, lampade incluse (proprio come avviene già nella scuola dell’obbligo in Germania da oltre vent’anni).

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