Come riciclare vestiti vecchi dopo aver fatto pulizia nell’armadio

by Cinzia Porfiri on 8 aprile 2016

Ad ogni cambio di stagione, eccoci alle prese con la consueta sfida: vediamo come riciclare vestiti vecchi facendo al contempo una bella pulizia nell’armadio.

Se anche questo cambio di stagione siete riusciti a superare la sindrome da “non aprite quelle ante” e, armati di santa pazienza, avete fatto una selezione di abiti e accessori, è venuto il momento di decidere cosa farne e potrebbe aprirsi la strada del come riciclare vestiti vecchi dopo aver fatto la rituale pulizia nell’armadio.

La parola d’ordine, infatti, è non sprecare, riutilizzando tutto il possibile. Alcuni capi possono essere donati o barattati, per gli altri vi suggeriamo delle soluzioni creative e divertenti. A volte per cambiare il destino di un abito basta cambiarne il colore, magari usando una tinta vegetale, per un risultato eco-friendly.

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Riciclare una maglietta in una borsa

Leggi anche: Decluttering: cos’è e come si fa? Significa eliminare il superfluo

Tagliando strisce di tessuto dagli abiti smessi, potete ricavare accessori di vario genere: fasce per capelli, bracciali, pantofole, cinture e persino borse; poi, mischiando tessuti e colori, potrete sfoggiare sicuramente dei pezzi unici!

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Come riciclare vestiti vecchi in borse

Dai vecchi maglioni, per esempio, si possono ricavare sciarpe e cappelli per la stagione fredda. Può capitare di avere nell’armadio stoffe o fantasie che non sono più di moda o che ora troviamo eccessive: perché allora non ritagliarle e utilizzarle come toppe per jeans e magliette dei bambini, sempre lisi nei gomiti e sui ginocchi, oppure per creare una colorata tasca interna al cappotto per nascondere il cellulare o il portafoglio?

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Dai vecchi vestiti ricaviamo delle toppe per i pantaloni dei bambini

Scopri… come dare una seconda vita agli abiti

A volte ci affezioniamo anche agli abiti, perché ci evocano ricordi particolari: per non doverne fare a meno possiamo usare questi tessuti per rivestire la copertina di un libro o di un album fotografico.

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Anche applicazioni colorate per i vestitini e i body

Altrimenti perché non “scaldarci” sul divano con i nostri ricordi? Le nostre stoffe preferite possono diventare una colorata coperta patchwork da stendere sul divano alla sera, quando guardiamo la tv o leggiamo un libro!

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Altre idee? Ecco dei cuscini dalle camicie da uomo

I vecchi abiti possono avere anche un destino “ludico”: possono infatti diventare giocattoli di pezza, vestitini per le bambole e travestimenti per carnevale per Halloween per i nostri bimbi, oppure possono essere trasformati in cucce morbide per i nostri amici a 4 zampe.

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Creare degli animali di pezza dalle forme bizzarre

E con il Natale che si avvicina, è molto simaptica e risparmiosa l’idea di riutilizzare i tessuti più belli e colorati in sacchetti regalo personalizzati per le persone più speciali ma anche cuscini e rivestimenti per la casa.

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Ecci dei cuscini e dei rivestimenti vari dai maglioni vecchi

E ancora…

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Una sedia torna a vivere con un nuovo rivestimento

Dopo aver letto questo articolo, avete ancora l’armadio pieno? E questi sono solo alcuni esempi! Forza, allora: armatevi di forbici, ago e filo e date sfogo alla vostra creatività! E non pensate che questi siano suggerimenti cheap… Contrariamente a quanto si può pensare, non è solo una prerogativa delle persone meno abbienti che devono fare i conti con il poco denaro a disposizione, ma è praticata anche nell’alta società e nelle famiglie nobili.

Il principe Filippo di Edimburgo, novantenne marito della regina Elisabetta, si è fatto riadattare un paio di pantaloni dal taglio rigonfio, il famoso buggy style di moda mezzo secolo fa. Star come John Malkovich ammettono di affezionarsi a una certa giacca o a un bel tessuto. E che dire del cappotto rivoltato di Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica! Del resto, nelle famiglie di antica nobiltà e storica parsimonia, i Frescobaldi, i Serra, i Lanza, gli abiti importanti o gli smoking, sono conservati e passati da una generazione all’altra.

Ci sono figli che pescano nell’armadio del padre, nipoti in quello del nonno (Lapo Elkann mixa i suoi vestiti con quelli di Gianni Agnelli, giacca doppio petto e mocassini viola) tailleur che passano da suocera a nuora. Silvia Urso Falck, per esempio, ha fatto rimettere a posto un’importante pelliccia di zibellino e notevoli abiti appartenuti alla madre del marito Giorgio. Giovanna Mezzogiorno, nel 2003, ha ritirato il David di Donatello indossando lo smoking del padre Vittorio, adattato alla sua figura sottile. Un gesto simbolico ma anche un modo per mantenere il legame con il passato, che non conosce confini di classe sociale o reddito.

Non siete dei maghi del fai da te? Niente paura… ci sono altre soluzioni per voi per riciclare vestiti!

Riciclare vestiti usati donandoli a chi ha bisogno

Più o meno a tutti sarà capitato almeno una volta di destinare i propri abiti usati ai cassonetti gialli, oppure a raccolte di indumenti organizzate da parrocchie o associazioni laiche. Il gesto nobilita chi lo compie ed in aggiunta alla dimensione etica ha anche degli effetti benefici sull’ambiente.

Stando a un’indagine condotta dall’Università di Copenhagen, un chilogrammo di abiti usati raccolti significa – 3,6 chilogrammi di CO2 nell’aria, 6000 litri di acqua risparmiati, uso di fertilizzanti e pesticidi ridotto per migliaia di tonnellate.

Partendo da un dato di 14 chili di vestiti e accessori consumati in Italia pro capite in un anno, la raccolta differenziata copre una proporzione di 3-4 chili. Il materiale raccolto attraverso i contenitori viene poi convogliato dai container verso ditte specializzate, che direzionano circa metà del materiale al riutilizzo, e dunque ai mercati dell’usato italiano, in Est Europa e Africa.

Un’altra porzione, circa un quarto del totale, viene riciclata, garantendo un netto risparmio in termini di anidride carbonica rispetto all’utilizzo di tessuto vergine.

Di tutti gli indumenti selezionati solo una percentuale inferiore al 10%, finisce per essere distrutta. I numeri e le attività che riguardano questa particolare filiera sono in aumento, e generano sempre più posti di lavoro. Nella Diocesi di Milano, per esempio, la Caritas ha creato sei cooperative per la raccolta che occupano una cinquantina di persone. Il principio del “non si butta via niente” sta generando una spirale molto interessante, soprattutto se i considera il momento di crisi generalizzata del sistema Italia.

Il riciclo di abiti usati è arrivato anche presso alcuni giganti del commercio, come H&M: una tendenza da non imitare è, invece, quella della moda usa e getta delle grandi catene di abbigliamento come Walmart che hanno scelto la politica di distruggere i capi di vestiario non venduti.

Riciclare abiti vecchi: alcune risorse online

Ecco infine un paio di risorse online che potrebbero risultare utili (segnalatecene altre, così come iniziative a tema).

Il più grande network al mondo di cultori del baratto è Freecycle, www.freecycle.org, con comunità locali in moltissime città, anche italiane dove barattare un po’ di tutto, anziché buttar via.

Per suggerimenti sull’arte di riadattare www.morsbags.com che insegna, tra le altre cose a trasformare una vecchia gonna in una nuova shopping bag.

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