Come saranno le auto nel 2030? Il 20% elettriche, diesel sparito

di Luca Scialò del 8 aprile 2017

Se nei decenni scorsi si riteneva il diesel il futuro delle automobili, le ultime proiezioni un po’ a sorpresa gli relegano invece un ruolo molto marginale. A differenza delle auto elettriche ed ibride.

A dirlo un’indagine condotta a livello europeo dalla società globale di consulenza aziendale AlixPartners, dal titolo Emissioni: sempre più vicina l’Era dell’ibrido e dell’elettrico. Nel 2020 le auto ibride ed elettriche sorpasseranno quelle a diesel, mentre nel 2030 i veicoli diesel rappresenteranno solo una quota residuale del 9%.

Sempre nel 2030, le auto elettriche dovrebbero rappresentare una fetta di mercato pari al 20% sul totale delle immatricolazioni, anche grazie alla riduzione dei costi delle batterie. Oggi ancora un fattore frenante per il definitivo lancio di questo tipo di auto.

Dal punto di vista dell’inquinamento, comunque, lo studio rivela anche come le auto abbiano già fatto grandi passi da gigante. Con una riduzione del 40% di emissioni nel passaggio dalle vetture Euro 3 a quelle Euro 6. Tuttavia, restringendo il campo solo ai veicoli diesel, si scopre che gli ossidi di azoto emettono valori 5-7 volte superiori ai limiti di legge. E dalle 3 alle 7 volte superiori rispetto ai dati di omologazione.

La diffusione delle auto elettriche avverrà non solo grazie all’abbattimento dei costi – come abbiamo visto in primis quello della batteria – ma anche raddoppiando il tasso annuale di riduzione delle emissioni su strada. E ciò può essere fatto solo rendendo più efficienti i propulsori attuali.

Nel 2020 dovrebbe esserci la svolta in favore delle auto elettriche di piccole dimensioni, che, per effetto di ciò, diventeranno sempre più convenienti. Con l’inizio del nuovo decennio i veicoli ibridi conquisteranno un’ampia quota di mercato, soprattutto se il loro TCO (Total Cost of Ownership) si avvicinerà al livello dei diesel.

Lo studio ritiene che nel 2030 il mix di propulsori auto europei vedrà quelli “alternativi” sostituire in modo significativo quelli convenzionali. Pertanto, il mercato delle auto si distribuirà così: una su tre sarà un auto con motore ibrido a benzina (28%), una su quattro ancora a benzina (25%), una su cinque elettrica (20%) e elettrici plug-in (18%), infine quelle a diesel saranno ridotte come detto a una su dieci (9%).

Auto elettriche: la svolta è vicina?

Auto elettriche: la svolta è vicina?

Interessante poi quanto la ricerca dica sui veicoli a celle a combustibile e su quelle a gas (metano e gpl). Nel primo caso entro il 2030 ci sarà ancora un’offerta di automezzi limitata ma in crescita, complici le problematiche tecniche ancora da risolvere relative a produzione, trasporto e immagazzinamento dell’idrogeno.

Irrisolta sarà poi ancora la questione ambientale in relazione alle emissioni totali dalla produzione del combustibile al suo utilizzo sui veicoli (il cosiddetto “well to wheel”).

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Nel secondo caso, ossia le auto a gas (Metano e Gpl) resisteranno a livello europeo per il mercato aftermarket e transitorio per il primo impianto, in attesa dell’elettrificazione diffusa. Ma la loro quota di mercato dipenderà fortemente dalle oscillazioni del prezzo del petrolio e dalle politiche di incentivazione dei diversi Paesi.

Infine, uno sguardo viene dedicato alla questione dell’infrastruttura pubblica di ricarica per le auto elettriche. Altro tasto dolente che frena la loro diffusione. Per il loro successo occorreranno investimenti in infrastrutture per 3.700 miliardi di euro nei prossimi 15 anni a livello globale, per un totale di 448 città con oltre un milione di abitanti.

Si calcola che solo 30 miliardi di investimenti saranno necessari per città come Londra, Francoforte, Milano e Parigi.

Insomma, il diesel resterà un uso di nicchia per quanti percorrono una media alta di chilometri l’anno. Mentre le auto elettriche, oltre alla sfida infrastrutturale, dovranno anche essere dotate di batterie che ne consentano una autonomia più lunga di quella attuale.

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