Con il progetto V-Charge la ricarica dell’auto elettrica diventa autonoma

di Claudio Riccardi del 4 giugno 2014

Con il progetto V-Charge la ricarica dell’auto elettrica diventa autonoma. Parliamo del “Valet parking and recharge”, finanziato con un fondo di 5 milioni dell’ Unione europea, e nato da un lavoro congiunto di diversi gruppi di ricerca dell’Istituto di Tecnologia di Zurigo (ETH), dell’Universitá di Parma con Braunschweig e Oxford, a cui hanno aprteciapto anche Bosch e Volkswagen.
Non si tratta di una vera novità, il gruppo di lavoro è all’opera dal giugno 2011, ed ha tempo fino al 30 settembre 2015 per consegnare i risultati della sperimentazione.

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I due limiti più evidenti, ancora oggi, per lo sviluppo di una mobilità sostenibile su larga scala restano l’autonomia di guida limitata e i tempi di ricarica ancora troppo lunghi. Ora però le cose potrebbero cambiare.

La tecnologia e la ricerca stanno facendo significativi progressi, e saremo sempre più in grado di intraprendere viaggi sulla breve e lunga tratta, ma anche interazioni tra mezzi di trasporto pubblico e privato.

V-Charge in particolare ha un obiettivo che si potrebbe definire “concettuale”: dare fondamenta ai viaggi interurbani, dove la maggior parte dei loro spostamenti è fatta utilizzando una rete di trasporto per le lunghe distanze ben sviluppata, per passare, poi, alla comodità ed al silenzio dei veicoli elettrici nell’ultimo’miglio’, cioè la parte finale che porta a destinazione.

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Tra le varie sue parti, è già in fase di test il parcheggio per i veicoli elettrici, gestito attraverso sofisticati sistemi sviluppati assieme a Bosch presso l’aereoporto di Francoforte. Si tratta di aree di sosta dedicate per i veicoli a corrente continua e colonnine di ricarica gestita tramite un’app del proprio smartphone.

Qui la funzione di guida e parcheggio automatico è uno dei punti di forza, che i ricercatori vogliono rendere realizzabile grazie ad un’applicazione. L’auto, una volta ricevuto il segnale, si connette al server del garage, individua un posto auto libero e lo raggiunge da sola. E poi la finezza: se l’auto vede intralciato il suo percorso da un altro veicolo, è in grado di fermarsi per farlo passare o di deviare per evitarlo. Tanta, tanta roba.

Un ostacolo si è poi trasformato in una risorsa sostenibile anche dal punto di vista economico. Dal momento che la struttura dell’edificio maschera il segnale di ricezione satellitare, un circuito video comandato da dei grandi occhi robotizzati permette al veicolo – una volta connettesso all’ infrastruttura del garage  – di determinare la propria posizione, e incrociare le informazioni con quelle di  una mappa dedicata che contiene una descrizione dei dintorni in stretta connessione con il circuito interno di videocamere.

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Ostacoli e traiettoria ottimale di guida vengono calcolati ad una velocitá impressionante, molto vicina, se non superiore, a quella dell’occhio umano.

Coem emerge da questo parcheggio-test dove la ricarica dell’auto elettrica diventa autonoma, V-Charge è solo un concept, ma fornisce ad oggi gli strumenti adatti con la tecnologia presente sul mercato. Sono stati adoperati sensori a ultrasuono, telecamere stereoscopiche,  sistemi di frenata d’emergenza e per l’assistenza al parcheggio.

vcharge

Con il progetto V-Charge la ricarica dell’auto elettrica diventa autonoma

Ci sono alcune criticità da risolvere, come per esempio la velocità e l’efficacia delle colonnine di ricarica. Oppure l’affidabilità dei sistemi di navigazione, anche in condizioni di luminositá scarsa, e la precisione nella conduzione delle manovre. Ma è indubbio che V-Charge si presenta come un’iniziativa di grande prospettiva.

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