Rispunta il condono per abusi edilizi nel Governo Letta. E nessuno sa se sia stato approvato…

di Luca Scialò del 16 settembre 2013

Dopo aver scongiurato il ritorno del condono – che avrebbe salvato per l’ennesima volta nuovi eco-mostri ed edifici abusivi nei centri urbani – paventato dal precedente Governo Monti, ecco che il pericolo ritorna. Quattro senatori campani del Pd – Capacchione, Cuomo, Saggese, Sollo – hanno presentato una proposta che darebbe il via a una nuova sanatoria edilizia ancorché cammuffata.

Hanno infatti inserito un testo sotto forma di emendamento al DL 380 proposto del Pdl per fermare le demolizioni degli immobili abusivi ordinate dalla magistratura.

Il trucco sarebbe di far cancellare dall’Amministrazione comunale ex-post il divieto di costruire così da eliminare l’abuso stesso, anche se vecchio di anni, purché costruito entro il 31 marzo 2013. Naturalmente c’è un limite massimo di 750 metri cubi di costruito, che non casualmente corrispondono a 250 mq di villetta…

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Il fatto più squallido di questa vicenda è che il condono questa volta sarebbe approvato dai due principali partiti che in teoria dovrebbero essere tra loro contrapposti.

Del resto un piccolo esempio ci viene già da Ischia, dove erano in corso delle demolizioni e la nuova Giunta comunale, composta dalle larghe intese Pd-Pdl, ha bloccato il tutto. Del resto, ciò che conta in Italia, è la salvaguardia dei propri voti; senza alcun interesse per l’ambiente e l’incolumità degli elettori stessi.

Dopo ricerche approfondite nel web, non si è potuto constatare se tale emendamento sia poi stato approvato assime al maxi-decreto del fare nelle sedute estive di Camera e Senato.

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sasa ottobre 5, 2013 alle 10:20 am

condono significa ……….lavoro ……………………………………………….

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ivo settembre 17, 2013 alle 8:17 am

Il Condono edilizio è necessario perche:
– Chi vuole rendere sicura la propria casa non può farlo, perché su edifici difformi dal progetto approvato, ogni intervento è vietato, e abusi più o meno evidenti interessano tutti i fabbricati, con prevedibili conseguenze in caso di calamità naturale. Chi non ci crede, a partire dal Ministro Clini fino al cittadino comune, se è coraggioso, chieda all’ufficio tecnico del suo Comune un certificato di conformità; non solo non lo otterrà ma si vedrà denunciato per abuso edilizio anche se inconsapevolmente commesso o commesso dal costruttore o da precedenti proprietari.
– Chi vuole vendere la propria casa non può farlo se non rende falsa dichiarazione di conformità, in quanto tenuto conto delle molteplici, contorte ,fantasiose, contraddittorie norme statali regionali provinciali comunali .
– Anche chi ha ottenuto precedenti sanatorie, ben difficilmente può ritenersi al sicuro in quanto da una attenta comparazione risulterà che comunque non tutte le difformità erano state sanate dato che troppi sono gli elaborati le dichiarazioni gli adempimenti previsti da una normativa predisposta da incompetenti e a dir poco demenziale.
– I condoni precedenti si sono rivelati un fallimento sia per la pubblica amministrazione che per i cittadini, infatti le modalità e la burocrazia creata per presentazione ed esame delle pratiche si è rivelata ben più costosa di quanto introitato dai Comuni con il condono.
– Senza mettere ordine nella normativa urbanistica ed edilizia e senza eliminar tutta la inutile burocrazia, senza trovare il modo di regolarizzare in modo definitivo e chiaro tutte le unità immobiliari esistenti nessuna esclusa, l’edilizia primaria attività economica del nostro paese non potrà mai più ripartire .
– Si regolarizzino tutti gli edifici non già in base a dettagliati inutili e costosi progetti, ma a planimetria catastale, documentazione fotografica, e relazione asseverata di tecnici competenti che attestino i requisiti igienico sanitari e statici; solo in assenza di tali requisiti si condizioni la sanatoria alla presentazione di un progetto che preveda tutte le necessarie opere di adeguamento.
Anche l’amministrazione della Giustizia ne trarrebbe beneficio infatti i Giudici , invece che occuparsi di cose serie, sono ancora oggi impegnati, con immenso dispendio di tempo e di danaro, in migliaia di processi, per abusi edilizi quasi sempre costituiti da verande,tettoie, gazebi e piccoli ampliamenti, per i quali accerteranno e sentenzieranno la avvenuta prescrizione.

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Gio settembre 17, 2013 alle 3:57 pm

Purtoppo le persone tendono a confondere il condono per i piccoli abusi di “necessità” al condono che sanerebbe gli ecomostri costruiti solo per speculazione e pertanto lo osteggiano a priori. Bisognerebbe anche mettere mano a tutte quelle norme “paesaggistiche” che in molte zone sono state fatte solo per pura demagogia. Speriamo che ci sia qualcuno che con intelligenza si prenda a cuore questo problema che affligge tutta l’Italia e non solo il meridione

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