Contenitori per cibi realizzati dal pomodoro e tutti da… mangiare!

di Claudio Riccardi del 4 febbraio 2013

Non ci rendiamo veramente conto di quanto cibo confezionato consumiamo ogni giorno nella nostra vita. Gli involucri di contenimento, per quanto realizzati in materiali riciclabili, rappresentano in ogni caso un ingombro, un costo per chi produce alimenti, una spesa per chi deve invece smaltirli. E rappresentano un danno ambientale per il pianeta.

Il problema ha ispirato un gruppo di ingegneri e ricercatori a riunirsi sper creare il progetto ‘Taste No Waste’, che si propone di migliorare le cattive abitudini di consumo degli uomini. All’interno di questa iniziativa si colloca il lavoro di Diane Leclair Bisson, designer che ha suggerito una soluzione rivoluzionaria quanto semplice: realizzare contenitori alimentari commestibili.

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La scelta – operata dalla canadese in collaborazione con un italiano, Gionatan Lassandro, presidente dell’associazione di food design Fooda –  è ricaduta sul pomodoro, che a seguito di numerose sperimentazioni si è rivelato ben adattabile alla causa. Il frutto, trasformato in sottili strisce, può essere utilizzato per dar forma a vassoi, ciotole, cestini, fondi piani da destinare a ristoranti, mense scolastiche, fast food, società di catering.

Una volta terminato il pasto, il consumatore non deve preoccuparsi di gettare via il contenitore. Lo smaltisce invece di persona, mangiandoselo. Un gesto naturale, eco-friendly e dal potenziale anche educativo, in particolare per le nuove generazioni. Della serie: “non si butta via niente”.

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Non sappiamo se questo packaging commestibile sarà sulle nostre tavole ma il potenziale di questa idea è davvero indubbio!

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