COP21 quali decisioni e conseguenze per l’ambiente?

di Alessia del 18 dicembre 2015

La COP21, la Conferenza mondiale sul clima, si è appena conclusa nella capitale parigina: quali sono le prospettive per il futuro?

A Parigi si è recentemente conclusa la COP21, la 21° Conferenza mondiale sul clima, un ciclo di incontri che ha visto riuniti i ministri di 196 Paesi dal 29 novembre al 12 dicembre.

Quali sono i punti dell’accordo siglato tra i vari Paesi? Sembra che ci sia ancora molta confusione su quanto accadrà nei prossimi mesi, almeno fino alla 22° Conferenza sul clima, che si terrà a Marrakech nel 2016.

Diminuzione temperature di 1,5°

Un primo punto dellla COP21 sembra però essere chiaro: tutti gli Stati dovranno impegnarsi attivamente nell’impedire che la temperatura del pianeta aumenti di 1,5° e non di 2°, come precedentemente stabilito.

Secondo gli scienziati, un aumento di 2° produrrebbe una serie di catastrofi naturali a catena: inondazioni, siccità, innalzamento dei livelli del mare e così via. Parte di questi eventi si sono già abbattuti sul nostro pianeta e ne conosciamo già le tristi conseguenze.

cop21 a Parigi

L’innalzamento del clima produrrà numerose catastrofi naturali

Tuttavia molti scienziati ritengono che allo stato attuale, tenendo conto delle emissioni inquinanti ancora troppo alte, contenere la temperatura entro i 2° sarà impossibile, anzi si prevede un aumento tra i 2,7° e i 3°. Come dire che uno dei punti principali di questo accordo è già saltato!

Energie alternative

Nonostante siano molti i Governi impegnati a sviluppare le fonti rinnovabili e a puntare sulle energie alternative, i ritmi incalzanti delle industrie e il ritmo degli spostamenti con mezzi di trasporto a combustibile fossile non aiutano a mantenere la situazione entro limiti ottimali.

Fondi per aiutare i Paesi in via di sviluppo

Un altro punto dell’accordo raggiunto durante la COP21 implica la messa a disposizione di fondi che aiuteranno a fronteggiare le emergenze climatiche nei Paesi in via di sviluppo , ma anche su questo obiettivo compaiono i primi dissensi sulla reale capacità di coprire tutte le spese.

Cosa rimane in sospeso

A quanto pare sono molte le questioni rimaste in sospeso a pochi giorni dal termine della COP21: innanzitutto non è stato fissato un limite temporale per valutare il picco di emissioni, inoltre sono stati esclusi tutti i trasporti aerei e marittimi e non compare più la famosa carbon tax.

Nonostante questi punti, la reazione di Governi e imprese sembra essere positiva. Anche lo stesso Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace, ha espresso la sua posizione speranzosa, affermando che si tratta pur sempre di un accordo che dimostra un’assunzione di responsabilità, anche se alcune parti di questo sembrano un po’ deludenti.

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La Conferenza mondiale sul Clima resta comunque un evento di grande portata: non è stato semplice gestire le diverse posizioni dei vari Paesi, sono stati molti i dissensi e le preoccupazioni, qualcuno ha ceduto di più, qualcuno di meno, ma alla fine tutti sembrano aver raggiunto un accordo.

Di certo il clima di terrore di una Parigi ancora segnata dai recenti attacchi terroristici ha avuto il suo peso. I sistemi di sicurezza sono stati triplicati e anche la marcia sul clima è stata annullata. Questo però non ha impedito di lavorare in maniera sinergica sui problemi climatici del nostro pianeta.

Resta solo da attendere per vedere in che modo si muoverà ogni singolo Paese, sperando che gli intenti della COP21 non vengano meno nei mesi successivi.

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