Corrente elettrica ricavata… dall’erba!

di Luca Scialò del 7 gennaio 2013

Anche l’erba può essere una fonte di energia pulita, generata dalla naturale interazione tra le radici delle piante e i batteri del suolo. A scoprirlo l’Università di Wageningen in Olanda, sfruttando un principio scoperto nel 2007 da ricercatori della stessa università. Marjolein Helder e i suoi colleghi hanno posizionato gli elettrodi vicino ai batteri per assorbire questi elettroni e generare elettricità tramite la differenza di potenziale così creata.

FOCUS: Pannelli solari dall’erba tagliata? MIT ci sta lavorando…

La nuova tecnica già funziona su piccola scala e potrebbe presto trovare applicazione su larga scala in vaste aree del mondo. Nelle zone più remote sarebbe già economicamente competitiva con i pannelli solari. Le celle a combustibile microbico-vegetale attualmente sono in grado di generare 0,4 Watt per metro quadrato di superficie di erba. Questa quantità è già superiore a quella generata dalla fermentazione delle biomasse.

Secondo i ricercatori in un prossimo futuro la bio-energia elettrica derivata da questi impianti potrebbe produrre 3,2 Watt per metro quadrato. Questo significherebbe che una superficie di erba di 100 m² potrebbe generare abbastanza energia elettrica per coprire le necessità di una famiglia.

Come si ricava energia elettrica dall’erba? Le celle a combustibile microbico-vegetale generano elettricità mentre la pianta continua a crescere. Le radici espellono nel terreno oltre il 70% del materiale organico (che non utilizzano) prodotto dalla fotosintesi. Questi residui organici vengono degradati dai batteri intorno alle radici e i processi di degradazione provocano il rilascio di elettroni, generando così energia elettrica.

Oltre alla produzione di energia elettrica, questa nuova fonte di energia rinnovabile presenta altri vantaggi: non deturpa il paesaggio (come le turbine eoliche o i pannelli solari troppo vistosi), non interferisce con la natura (come le dighe) e non è in concorrenza con i terreni agricoli (come accade invece per la produzione di biocarburanti a scapito del cibo).

In realtà sulle piante si stanno facendo altri esperimenti in tal senso. È il caso delle alghe, dalle quali gli scienziati dell’Università di Stanford (Usa) per la prima volta nel 2011 sono riusciti a «rubare» corrente elettrica, sia pur in quantità infinitesimale.

Leggi anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *