Cowspiracy e Leo di Caprio sugli allevatori

di Elle del 6 marzo 2016

Kip Andersen, laureato in economia, dopo la sua “conversione” a seguito della visione di “Una scomoda verità” ha deciso di girare, insieme con il regista Keegan Kuhn, un documentario che svelasse una delle principali (se non la prima) tra le cause del riscaldamento globale, ovvero la realtà degli allevamenti intensivi.

Cowspiracy – The Sustainability Secret nasce dalla curiosità di indagare su questa tematica a partire dallo strano scarso interesse delle associazioni ambientaliste verso l’impatto dei sistemi produttivi nell’ambito dell’agricoltura e dell’allevamento. Esse si mostrano diffidenti e poco propense a finanziare questo film, che trova il sostegno economico grazie ad una campagna di crowdfunding che ha visto un finanziatore d’eccezione come Leonardo Di Caprio, sempre più in prima linea in termini di tutela ambientale: non a caso, anche nella serata in cui gli è stato assegnato l’agognato Oscar, non ha mancato di rivolgere un pensiero alla causa ambientale.

Questo lungometraggio, in cui Kip Andersen è protagonista, oltre che co-regista, ha puntato a mettere in luce il sistema degli allevamenti intensivi, definiti come l‘industria più distruttiva del mondo contemporaneo, con un’indagine che cerca di capire anche i motivi della paura delle associazioni ambientaliste a parlare dell’argomento.

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Da tempo è ormai risaputo, grazie anche alla diffusione di altri film documentari prima di questo, come il sistema di allevamento intensivo di animali sia alla base di problematiche estremamente gravi per il loro impatto ambientale, come la deforestazione, il consumo di acqua, l’inquinamento e il contributo all’effetto serra (a causa delle emissioni di metano e ossido nitroso), la distruzione della foresta pluviale e di alcune specie indigene.

Nel corso del documentario si insinua che la reticenza delle principali organizzazioni che si erigono in difesa dell’ambiente sia dovuta al diretto finanziamento proveniente addirittura proprio dalle industrie del settore agro-alimentare. Si tratterebbe, quindi, di una vera e propria ‘cospirazione’ delle mucche in merito al segreto sulla sostenibilità ambientale.

cowspiracy

Detto così sembra più chiaro? A noi sembra di sì

Il film invita ad una riflessione individuale sulla possibilità di realizzare dei cambiamenti dal basso adottando piccole ma sostanziali modifiche nel proprio stile di vita: non serve, quindi, diventare ossessionati da queste tematiche ma occorre semplicemente aumentare la propria consapevolezza sull’impatto che quotidianamente le nostre scelte (oltre che quelle delle politiche globali) hanno sulla salute del nostro Pianeta.

Già disponibile con una versione in cortometraggio su Netflix, Cowspiracy può essere scaricato dal sito ufficiale a 4,95 dollari.

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