Cucinare senza sale: tutti i trucchi

di Elle del 21 settembre 2014

Anche se nella nostra tradizione gastronomica si tendono spesso a preferire sapori da gusti forti e decisi, è importante abituarsi a cucinare senza sale o comunque limitandone l’uso.

Infatti, l’utilizzo eccessivo di sale è correlato a vari disturbi cardiovascolari (uno studio pubblicato dal New Englad Journal of Medicine ha calcolato che oltre un milione e mezzo di morti nel mondo ne è la causa indiretta). E se ne continua ad abusare, se si pensa che negli USA nel 2010 il consumo medio giornaliero di sodio era di 3,95 gr (corrispondono a 10 gr di sale), quasi il doppio rispetto alla quantità di sodio raccomandata dall’OMS (2 gr al giorno) con gravi effetti sulla pressione arteriosa.

Si raccomanda di diminuire la quantità di sale nella dieta, e non solo di chi soffre di ipertensione arteriosa; infatti sono soprattutto le donne che dovrebbero limitarsi, perché può contribuire alla ritenzione idrica, responsabile della cellulite.

Cucinare senza sale o diminuendone le quantità, non significa rinunciare al gusto ma educarsi ad uno stile alimentare più corretto e salutare senza dover necessariamente fare troppe rinunce.

Una prima accortezza da adottare, ad esempio, consiste nello scegliere il sale integrale, che conserva in maniera intatta i propri elementi naturali, in quanto poco raffinato, oppure usare il sale iodato, in grado di sopperire alla potenziale carenza di iodio, diffusa nelle zone lontane dal mare.

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Anche imparando a cucinare con erbe e spezie, permette di limitare l’uso del sale,  o ridurne notevolmente le quantità utilizzate; erbe aromatiche, come basilico, prezzemolo e salvia possono anche essere combinati con le spezie per riuscire ad esaltare al meglio i sapori e rendere comunque sapidi i piatti.

Per condire le verdure si può adoperare la tecnica della marinatura, che permette di limitare l’uso del sale come condimento tagliando a piccoli pezzi la pietanza e utilizzando anche limone e aceto, ottimi per arricchire di gusto la pietanza

Ricorrere alle alghe (kombu, wakame, agar agar, nori) è un’altra strategia utile per insaporire minestre, zuppe e per cuocere i legumi senza abbondare con il sale, potendo contare anche sull’assunzione di importanti sostanze in esse contenute come sali minerali, vitamine e antiossidanti.
Immagine via Shutterstock

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