Dagli spinaci celle solari ancora più potenti

di Erika Facciolla del 28 gennaio 2014

Un altro passa avanti sulla strada dell’efficienza energetica tramite fonti ‘pulite’. E anche in questo caso la tecnologia apre margini di sviluppo inaspettati. L’ultima scoperta proviene dai laboratori della Vanderbilt University dove alcuni ricercatori sono riusciti a creare in laboratorio delle celle solari bioibride super potenti rispetto a quelle attuali.

L’ingrediente magico? La proteina fotosintetica contenuta nelle foglie di spinaci, una molecola biologica che unita al materiale conduttivo dei pannelli converte la luce del sole in energia con circa il 100% di efficienza, riproducendo il meccanismo della fotosintesi che avviene in natura.

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Sebbene la ricerca scientifica basata sull’utilizzo delle proteine delle piante abbia già alle spalle un percorso lungo oltre 40 anni, finora nessun era riuscito a superare il problema del deterioramento delle celle e della loro scarsa capacità di produrre energia elettrica.

Con questa scoperta, invece, entrambi i problemi sono stati superati visto che le nuove celle sono in grado di produrre circa 1 mA (milliAmpère) di corrente per cmq a 0,3 volt (2,5 volte l’elettricità sviluppata dalla precedenti celle bioibride) e resistere per 9 mesi senza cali di prestazioni.

Una vera e propria svolta in chiave energetica, visto che la ‘materia prima’ di queste celle è poco costosa e abbondante, il ché rappresenta un vantaggio sia dal punto di vista economico che ambientale.

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Di sicuro, la tecnologia neo-bioibrida non può ancora competere con quella tradizionale e  la strada da percorrere è lunga, ma c’è da scommettere che dopo questa scoperta, la ricerca si animerà di nuovo entusiasmo.

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