Dai funghi una nuova probabile fonte di bio-carburante al posto dell’etanolo

di Diana Marchiori del 27 febbraio 2013

Una scansione con microscopio elettronico ha rivelato le proprietà eccezionali del fungo Nodulisporium: questo produce, infatti, idrocarburi in quantità, ovvero sostanze affini al carburante come lo conosciamo noi. In un momento di aumenti continui del prezzo della benzina e di pericolo per l’ambiente, la natura ci sorprende ancora una volta offrendoci la possibilità di “catturare” sostanze naturali abbondanti per ricavarne sostituti del gasolio.

Gary Strobel dell’Università del Montana insieme al suo gruppo di lavoro ha pubblicato la scoperta di questa nuova fonte di carburante sulla rivista di settore “Microbial Ecology”. L’hypoxylon, una pianta endofita, cioè a dire una pianta parassita che cresce all’interno di piante tropicali e semitropicali, genera un composto volatile organico dalle proprietà antimicrobiche ed impiegabile come carburante o suoi additivi. Date le particolarissime proprietà a breve il composto potrebbe persino essere impiegato dall’industria farmacologica.

Questo fungo vive nella struttura cellulare delle piante ma non ne arreca danni, anzi può essere in grado di proteggerle da alcuni batteri ed evitare l’insorgere di alcune malattie.

I ricercatori hanno prelevato un campione di hypoxylon dalla “Persea Indica”, pianta sempre verde originaria delle Canarie. Le prove eseguite sui campioni riprodotti in laboratorio ne hanno confermato le proprietà antipatogene, soprattutto in riferimento alle colture datate sei giorni. Risulta particolarmente efficace un componente dell’Hypoxylon conosciuto come 1,8-cineole eucaliptolo,  una sostanza presente  in molti oli essenziali con una struttura che lo rende impiegabile come carburante insieme ad altri componenti della famiglia dei monoterpeni.

I ricercatori sono già riusciti a ricavare dai funghi una miscela di carburante che nel 2011 è riuscita a far funzionare un motore.

Chiaramente, per un impiego commerciale di queste sostanze rimangono da vedere un sacco di cose, economicità del processo complessivo in primis, ma quello che ci piace sottolineare è come la natura ci metta spesso a disposizione soluzioni insperate.

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