Dal Cites un accordo per fermare il commercio illegale di legname

di Cinzia Porfiri del 29 aprile 2013

Il 14 marzo si è concluso a Bangkok (Tahilandia) il summit del ‘CITES’ (Convention on International Trade of Endangered Species), durante il quale sono state prese importanti decisioni in tema di salvaguardia ambientale. I Paesi riuniti hanno definito delle nuove e più rigide normative per disciplinare il commercio dei legnami pregiati – in particolare mogano, ebano e palissandro –  molto utilizzati per la produzione di mobili, decorazioni e strumenti musicali.

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A causa dello sfruttamento illegale e incontrollato di queste materie prime, negli ultimi anni il numero degli esemplari è drasticamente diminuito: dalle stime più recenti emerge che tra il 50-90% del disboscamento nei principali Paesi tropicali è opera di gruppi illegali organizzati, attirati dall’ingente profitto che si può trarre dalla vendita di questi legnami, stimato intorno ai 30 milioni di dollari l’anno.

La CITES – la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione firmata nel 1973 a Washington da numerosi governi al fine di regolamentare il commercio di fauna e flora a rischio di estinzione –  è parte integrante delle attività ONU per l’ambiente.

Ogni 3 anni la Conferenza degli stati firmatari si riunisce per discutere e trattare tematiche di comune interesse e per definire una linea d’azione condivisa. Quest’anno, in occasione dei 40 anni dalla fondazione della CITES, la 16a edizione della Conferenza è stata inaugurata con l’annuncio del Governo thailandese che si è pubblicamente impegnato per porre fine al commercio di avorio entro i confini nazionali.

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