Dal produttore al consumatore: come varia lo spreco di cibo nel mondo

di Elle del 12 gennaio 2015

Lo spreco alimentare va dal produttore al consumatore e varia da un paese all’altro: in Europa è più colpa dei consumatori, nei Paesi asiatici e africani è la scarsa attenzione e igiene durante la sua produzione che lo rende deperibile.

Spreco alimentare: un argomento su cui diverse nazioni si stanno concentrando perché tocca tutti gli attori della filiera alimentare, dal produttore al consumatore. Infatti lo spreco non permette di usufruire di cibi finiti così come delle risorse naturali e dell’energia impiegati nel produrre questo cibo.

In occasione della Giornata Mondiale sull’Alimentazione, celebrata il 16 ottobre, il tema degli sprechi alimentari è diventato ancora una volta tema di discussione soprattutto con i dati forniti dall’analisi del World Resources Institute; ciò che sembra emergere, tuttavia, è la differenza nella gestione dello spreco di cibo da Paese a Paese, per quanto sia indubbiamente un problema mondiale.

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Dai dati forniti risulta, in particolare, che in Europa, Oceania e Nord America siano principalmente i consumatori a cestinare pietanze e alimenti ancora utilizzabili, soprattutto di fronte a diciture come ‘Da consumarsi preferibilmente entro’ che spingono a non rischiare eliminando anche confezioni di cibo ancora commestibile.

In Africa Subsahariana e Sud-Sud Est Asiatico, invece, lo spreco di cibo sarebbe riconducibile a scarsa attenzione durante il processo produttivo, specialmente a causa di infrastrutture poco igieniche e sicure sotto il profilo alimentare; in tal caso, quindi, per risolvere il problema degli sprechi alimentari occorrerebbe fornire un maggior supporto agli agricoltori

Il WRI sta lavorando ad un protocollo per contrastare la perdita e lo spreco di cibo coinvolgendo i vari attori sociali affinché si possano stabilire dei criteri standard da rispettare.

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