Dalla campagna il maggior numero di lavori green nei prossimi anni

di Claudio Riccardi del 18 febbraio 2013

In Italia si stima che le professioni del mondo green occupino una forza lavoro intorno alle 100.000 unità. Un traguardo importante, raggiunto in un lasso di tempo relativamente breve, e destinato a un progressivo e costante incremento. Un piacevole raggio di sole, in un cielo offuscato dalle nubi della crisi.

In particolare, a mostrarsi floride sono le attività a diretto contatto con le campagne: tra orti e boscaglia, per la prima volta da un decennio a questa parte, c’è stata un’inversione di tendenza che ha visto crescere del 4,2% le imprese condotte da giovani under 30. Che si stia compiendo la profezia “Ritorno alla terra” di Vandana Shiva?

Merito del sorgere di nuove professioni, ma anche e soprattutto della riscoperta dei valori e dei ritmi della vita contadina, di una vita semplice vissuta all’aria aperta. La Coldiretti stima che la metà dei giovani tra i 18 ed i 34 anni oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato (23%) o lavorare in una multinazionale (19%). E così si spiega l’emergere sulla scena di agrigelatai, sommelier della frutta, affinatori di formaggi, birrai a chilometri zero, stagionatori di miele e via andare.

Il trend di crescente popolarità dei lavori green è confermato dall’Istat, e dal WWF, che si spinge oltre con una previsione di oltre mezzo milione di posti di lavoro entro il 2020, nel caso in cui una quota ragionevole (il 14%) del bilancio complessivo UE venisse investito nei quattro comparti delle energie rinnovabili, in efficienza energetica, edifici e trasporti sostenibili.

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Intanto, godiamoci quanto possiamo osservare oggi. La formazione sempre più specializzata, un approccio responsabile, e la proverbiale capacità di arrangiarsi e re-inventarsi tipicamente italica hanno prodotto un cocktail sensazionale. Boom di aperture per mercati e botteghe di vendita diretta, che inseriti nella rete ‘Campagna Amica’ di Coldiretti hanno portato a 7.000 il totale dei punti vendita presenti sul territorio nazionale. Senza dimenticare i riflessi positivi per lo sviluppo del settore della sostenibilità edilizia, la bioarchitettura, le tecnologie per l’uso di rinnovabili, la ricerca.

In prospettiva sono destinati a dare una mano decisiva anche gli incentivi dello Stato, indispensabile ausilio per attivare investimenti attesi nell’ordine di 130 miliardi di qui al 2020. Investimenti che alimenterebbero 160.000 nuovi posti di lavoro, a fronte di un risparmio energetico – udite udite – di 31 miliardi di euro.

E’ venuto il tuo momento, green economy!

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