Dalla UE arriva l’inizativa SportE2, ovvero come risparmiare energia nelle strutture sportive

di Claudio Riccardi del 4 ottobre 2013

Vi presentiamo SportE2-Energy efficiency for european sport facility, un progetto di ricerca per l’efficienza energetica delle strutture sportive, cofinanziato dalla Commissione Europea. L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione di dieci realtà aziendali e universitarie e ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni n grado di ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti dei centri sportivi multi-funzionali, strutture estremamente energivore. Mantenere il micro-clima di palestre e piscine consuma molto a livello energetico e poco fin’ora si è fatto per contenerlo.

Le finalità sono ambiziose e potrebbero avere un impatto notevole:  in Europa si stima che circa l‘8% del patrimonio edilizio – circa 1,5 milioni di edifici –  sia costituito da strutture sportive indoor e outdoor.

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Se si aggiunge il fatto che gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi di energia e che la UE ha il termine ultimo del 2020 per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ci si rende conto della necessario di realizzare velocemente degli interventi di efficienza energetica.

Gli esperti pensano a soluzioni basate su di un sistema informatico integrato e modulare, per gestire i consumi energetici e la produzione di energia delle strutture sportive con un ritorno in termini di investimento di massimo 5 anni. Attraverso l’utilizzo di tali sistemi, sarà possibile realizzare tagli alle emissioni inquinanti fino al 30%.

Sono 4 le soluzioni in corso di sperimentazione, e si possono usare in modo integrato o separatamente. Si chiamano: SportE2 How (per la misurazione intelligente dei consumi di energia), SportE2 When (gestione della fornitura e dei consumi elettrici), SportE2 Why (finalizzata alla scelta del modello di gestione, in base ai dati raccolti) e SportE2 Where (per il controllo di più strutture in un unico ambito).

I test sono in fase di svolgimento presso 3 strutture sportive-pilota in Italia, Portogallo e Spagna.

In particolare la struttura italiana, il centro sportivo As Fidia in provincia di Roma, utilizza un impianto di cogenerazione a biomasse da 35 kW, 40 metri quadri di pannelli solari termici e 1 impianto di cogenerazione a diesel da 60 kW.

L’impianto sportivo portoghese a Santa Maria de Lamas, un polo sportivo comprendente 2 piscine e 2 palestre, sfrutta l’energia prodotta da due boiler e un cogeneratore a metano insieme a 32 mq di solare termico. Infine, nella struttura polifunzionale di Extebarri, in Spagna, sono in funzione moduli fotovoltaici, solare termico e due boiler a gas naturale.

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Il green building è semprer più una realtà e università, progettisti e aziende appartenenti a diversi Paesi collaborano sempre più insieme per sviluppare nuove tecnologie dedicate al risparmio energetico. 

L’iniziativa vuole anche costituire un primo punto di raccolta delle conoscenze in tal senso e dare delle linee-guida che possano essere messe a disposizione di tutti coloro che intendano rendere più efficienti ed ecologici gli impianti sportivi.

Non resta che seguire questo progetto che potrebbe rivoluzionare la concezione e la gestione di piscine e palestre.

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