Dalle armi al dissalatore a risparmio energetico, un passo lungo per la Lockheed

di Claudio Riccardi del 17 aprile 2013

Suona strano che un’impresa che fonda il proprio core business su strumenti militari e di distruzione abbia brevettato una tecnologia che senza l’uso di armi potrebbe salvare milioni di vite. Ma è andata proprio così. La Lockheed Martin, fornitore primo di armi e velivoli per la difesa americana – da noi nota per il famoso scandalo di corruzione ad alto livello del 1976 che portò in ultima istanza alle dimissioni del Presidente della Repubblica Leone – ha inventato un desalinizzatore rivoluzionario, altamente efficiente ma altrettanto parco nei consumi di energia.

Il segreto risiede in un nuovo processo, orchestrato intorno a filtri 500 volte più sottili rispetto ai filtri attualmente in commercio, ma al contempo con un risparmio fino a 100 volte dell’energia e della pressione necessarie per separare l’acqua dal sale.

I filtri presentano fori larghi un nanometro, grandezza infinitesimale (tanto per intenderci, parliamo di un miliardesimo di metro) sufficiente a lasciar passare l’acqua e dall’altra parte a trattenere le particelle di sale contenute nell’acqua marina che rimarrebbero bloccate sulla membrana.

Gli ingegneri della Lockheed precisano che le barriere si potrebbero realizzare con il grafene, l’innovativo materiale che pare destinato ad aprire una nuova era nel mondo delle costruzioni e della componentistica.

FOCUS: Grafene, un materiale dal futuro ‘rinnovabile ‘

Se le sperimentazioni, in programma a partire da fine anno, dovessero offrire le risposte attese, inizierebbe il conto alla rovescia per i costosi dissalatori a osmosi inversa, tra i principali ostacoli per la fornitura di acqua potabile nei paesi più poveri. L’Onu fa sapere che già oggi 780 milioni di persone non hanno accesso alla risorsa, e secondo le previsioni, entro il 2040 l’acqua disponibile sarà inferiore alle necessità di tutta la Terra.

Si parla quindi non solo dell’acqua da bere ma anche di quella necessaria alla produzione di cibo e di elettricità.

A questo punto, non resta che incrociare le dita, e augurarsi che i test vadano a buon fine. La scoperta della Lockheed, società leader nella produzione di missili e saerei da guerra, potrebbe lanciare un’ancora di salvezza vitale per moltissime famiglie, ai quattro angoli del mondo.

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