Dalle vibrazioni dei treni, energia per muoverli

di Claudio Riccardi del 20 gennaio 2013

Dalle vibrazioni dei treni sui binari si può ricavare preziosa energia elettrica. Ciò è possibile attraverso il MMR-based Railroad Energy Harvester, uno strumento che si può definire in italiano  come “raddrizzatore meccanico”.

Applicato ai binari, e attraverso una coppia di frizioni, il congegno è in grado di convertire il movimento oscillatorio prodotto dal passaggio di un convoglio ferroviario in un moto unidirezionale, che permette a un generatore collegato di ruotare, e dunque produrre energia elettrica. In grandi quantità.

Un’invenzione sensazionale, quella realizzata da un gruppo di ricercatori della Stony Brook University, negli Stati Uniti. L’elettricità prodotta dal Railroad Energy Harvester potrebbe garantire risparmi notevoli per la gestione del sistema ferroviario americano, il più esteso e costoso del mondo.

FOCUS: Electrical harvesting: il futuro per il risparmio energetico?

Nel solo Stato di New York si calcolano minori spese annue fino a 10 milioni di dollari, questo perchè l’energia elettrica prodotta (non siamo nel paradossale) dai treni potrebbe alimentare tutti gli impianti delle stazioni periferiche, dei passaggi a livello, di biglietterie, segnalatori luminosi e vocali.

Minori costi per la produzione di elettricità significherebbe di riflesso tagli consistenti, intorno alle 3 mila tonnellate all’anno, anche per quanto concerne il rilascio di anidride carbonica. Anche l’ambiente, insomma, potrebbe trarre evidenti vantaggi dalla scoperta.

Non è un caso che gli scienziati della Stony Brook abbiano già raccolto il premio nazionale della Energy Harvesting. Il brevetto MMR, intanto, è già stato concesso in licenza a un costruttore del settore, ed ha raccolto il sostegno di diversi enti, tra cui l’U.S. Department of Transportation’s University Transportation Research Center (UTRC-II).

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