Danno ambientale, che cos’è spiegato in parole semplici

by Claudia Raganà on 11 luglio 2016

Di cosa si parla quando si parla di danno ambientale, spiegato in parole semplici.

Molti di noi sentono parlare di processi e inchieste per danno ambientale. Ma realmente sappiamo di cosa si tratta? Tuttogreen ha cercato di fare un poco di chiarezza.

Innanzittutto, che cos’è il cosiddetto Danno Ambientale?

Il Danno Ambientale secondo la legge

La Legge italiana lo disciplina attraverso il cosiddetto Codice Ambientale (D.Lgs 152/2006). Il danno ambientale è definito come segue: ‘si definisce Danno Ambientale, qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto e indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima’.

Come si accerta che vi è stato un danno? Quando le condizioni ambientali originarie peggiorano, secondo l’art. 302 del Codice, ossia ‘le condizioni al momento del danno, delle risorse naturali che sarebbero esistite se non si fosse verificato il danno ambientale, stimate sulla base delle migliori informazioni disponibili’.

Danno ambientale: chi lo definisce?

Chi si occupa di gestire, quantificare e risarcire per il danno? Il Codice Ambientale anche in questo caso fornisce un elenco di responsabilità ben definite ma ripartisce le competenze sulla prevenzione, il risarcimento e il ripristino ambientale, tra Ministero dell’Ambiente, enti locali, e le eventuali persone e società coinvolte.

Se il responsabile non si trova (e non è un’eventualità remota) oppure quest’ultimo non può sostenere le spese di ripristino, il Ministero dell’Ambiente deve provvedere lui stesso. Il Ministero avrà comunque diritto di rivalsa verso i responsabili, purchè vengano individuati entro 5 anni dal pagamento. Inoltre il Ministero può emettere sanzioni ed ingiunzioni in materia di danni ambientali – anche con effetto immediato  – che portino al ripristino ambientale.

Anche le Regioni e le Amministrazioni locali, come pure le associazioni ambientaliste e chi in qualche modo sia coinvolto anche da una possibile oltre che da un effettivo danno ambientale, possono richiedere l’intervento dello Stato e chiedere un risarcimento.

Danno ambientale: quali le pene?

E i responsabili come sono puniti? L’articolo 311 impone agli autori del danno di ripristinare la situazione e, se questo non è possibile, si passa al risarcimento della collettività, quindi deve poter essere individuata l’entità del danno stesso anche a livello economico.

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In questo ambito interviene la Direttiva europea 2004/35/CE che obbliga le autorità nazionali al ripristino dei danni, lasciando in secondo piano l’aspetto del risarcimento economico. Questa soluzione è spesso tralasciata dalle istituzioni italiane così da far avviare alla Commissione UE delle procedura di infrazione (2007/4679).

danno ambientale

Un caso di danno ambientale da manuale: il caso Costa Concordia

Per questo il Ministero dell’Ambiente ha invitato le aziende – ma per il momento non è obbligatorio – ad accantonare una certa somma che permettesse la copertura in caso di risarcimento di danni ambientali.

Ovviamente le aziende (soprattutto le potenziali inquinatrici, quindi le petrol-chimiche, farmaceutiche…) sono già obbligate per legge ad adottare opportune azioni di prevenzione. Si tratta di un insieme di misure di sicurezza e di controllo delle loro attività e, qualora capitasse, di riduzione degli effetti pericolosi del danno provocato.

Tutto chiaro, ora?

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