Deforestazione: Europa principale responsabile

di Alessia del 24 luglio 2013

Quando parliamo di deforestazione facciamo riferimento al processo di trasformazione del terreno forestale verso altri usi. Generalmente le cause di tutto questo sono da rintracciarsi nelle attività agricole, l’espansione urbana e i disastri naturali o causati dalla mano dell’uomo (come gli incendi).

Ogg in Europa siamo ancora lontani dal raggiungimentodegli obiettivi prefissati dalla Commissione Europea: dimezzare la deforestazione tropicale entro il 2020 e porre fine a quella globale entro il 2030.

I risultati pubblicati dalla UE proprio in questi giorni di certo non sono incoraggianti, anzi lanciano un chiaro messaggio d’allarme su quanto sta accadendo.

LO SAPEVI? Deforestazione globale, la vera causa è l’agricoltura

Lo studio, iniziato nel 2011 e durato 2 anni, fornisce una quantificazione dell’impatto del consumo globale dell’Unione Europea rispetto alla deforestazione, valutandone gli effetti lungo un arco temporale che va dal 1990 al 2008.

Pensate che l’UE ha importato il 36% delle colture e degli alimenti di origine animale direttamente dai Paesi implicati nella deforestazione. Si stima che siano scomparsi 9 milioni di ettari di foreste, soprattutto in Africa, Amazzonia e sud-est asiatico, pari ad una superficie grande come l‘Irlanda.

Più i Paesi sono industrializzati, più è grande la richiesta di terreni da adibire al pascolo, all’agricoltura o alle biomasse e l’Europa sembra proseguire a grande velocità su questo binario, raddoppiando le richieste di Cina e Giappone messe insieme!

A queste richieste rispondono i Paesi in via di sviluppo, che stanno abbattendo giorno dopo giorno centinaia di alberi secolari.

Greenpeace da anni lotta per denunciare gli abusi a danno della Natura e finora è riuscita ad ottenere importanti risultati con alcune multinazionali, come la Nestlé e l’APP che sfruttavano i prodotti derivati dalla deforestazione.

Nel 2010 la Nestlé ha annunciato che eliminerà tra i suoi fornitori tutti coloro che possediedono o gestiscono piantagioni ad alto rischio, come la Sinar Mas Corporation con le sue piantagioni di olio di palma in Indonesia.

Nel 2012 è stata invece la volta di APP (Asian Pulp and Paper), che non solo ha rotto ogni contatto lavorativo con le aziende implicate nella deforestazione, ma si è attivamente impegnata a fianco di organizzazioni esterne come The Forest Trust e Asia Pacific Consulting.

PER APPROFONDIRE: La verità, tutta la verità e nientalto che la verità su Asian Pulp Paper

E in Italia a che punto siamo? Greenpeace ha ottenuto buoni risultati sia con l’operazione Deforestazione Zero che ha coinvolto importanti gruppi editoriali, e con l’operazione The Fashion Duel grazie alla quale si è raggiunto anche il mondo della moda, dove spesso assistiamo ad un grande spreco di carta e pelle.

Ma qual è il senso di una politica green in patria se poi siamo pronti a sconvolgere interi ecosistemi altrove? Forse è il caso di scoprire le carte in tavola e ripianificare una politica globale che arresti al più presto questa forma di ‘colonialismo’ ambientale.

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