Deserto alimentare: quando il cibo sano è impossibile da trovare

di Elle del 7 maggio 2014

Esiste il deserto, certo, e tutti sappiamo che cos’è. Ma esitste anche il deserto alimentare: quando il cibo sano è impossibile da trovare.  Qui, l’immagine di un luogo di carenza, aridità e mancanza di viveri è giusta, perché  con quest’espressione, in effetti, si vuole suggerire l’idea di un’area geografica in cui sia difficile ottenere cibo sano, biologico o naturale, soprattutto per coloro i quali non utilizzano l’automobile per spostarsi.

L’espressione è stata coniata nel 1995 da un report del Governo britannico redatto da un gruppo di professionisti della nutrizione. Nel tempo, con l’aumento della consapevolezza relativa alla necessità di nutrirsi con alimenti salutari, il deserto alimentare è andato sempre più a connotare la difficoltà di reperire non  solo cibo-spazzatura, correlando strettamente tale impossibilità con il tasso di patologie dovute ad uno stile alimentare sbagliato, imperniato sul cosiddetto cibo spazzatura: obesità, diabete o disturbi cardiovascolari, infatti, sembrano avere un’incidenza maggiore nelle persone che consumano alimenti ricchi di grassi, calorie, sale o zucchero.

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Negli Stati Uniti tale problema è molto sentito ed un blog Walkscore ha stilato una classifica delle città americane in base al grado di desertificazione alimentare, considerando come parametro per la graduatoria la quota di popolazione che vive a meno di 5 minuti a piedi da un punto vendita di alimenti freschi, non trattati industrialmente. Il primo posto è stato attribuito alla città di Indianapolis, molto poco ‘fertile’ con solo il 5% di possibilità di accesso; molto meno ‘arida’, invece, si è dimostrata una metropoli del calibro di New York, con il 72% di accesso; anche San Francisco e Philadelphia si sono attestate su un buon livello di reperibilità del cibo sano.

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L’incremento della sensibilità pubblica sull’argomento della desertificazione alimentare può consentire di aumentare l’allerta anche rispetto all’estensione del fenomeno in Europa e in Italia, laddove si ravvisano rischi di questo tipo. Nel nostro Paese,  specialmente nelle zone in cui il centro commerciale costituisce la principale fonte di approvvigionamente alimentare, questo fenomeno si sta affermando.

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