E’ arrivata la primavera, cosa succede nel cielo?

di Erika Facciolla del 15 marzo 2013

Il prossimo 20 marzo 2013, esattamente alle 11.02, l’inverno cederà ufficialmente il posto alla bella stagione attraverso l’equinozio di primavera. Così come quello d’autunno, l’equinozio di primavera corrisponde a uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte hanno la stessa durata (12 ore) ma esso segna il momento in cui la luce ha la meglio sulle tenebre, le giornate ricominciano ad ‘allungarsi’ e la metà ‘chiara’ dell’anno ha il sopravvento su quella ‘oscura’ che caratterizza il periodo invernale.

PER APPROFONDIRE:

Astronomicamente parlando, durante l’equinozio primaverile il Sole (grazie al suo moto apparente) interseca l’equatore celeste passando dall’emisfero australe a quello boreale, tale punto, adottato come origine del sistema di coordinate equatoriali è detto punto vernalepunto gamma. In quella giornata quindi il nostro astro sorgerà quasi perfettamente ad est e tramonterà quasi perfettamente ad ovest.

Il 20 marzo avrà dunque inizio alla primavera astronomica che è anche il momento per antonomasia della rinascita e del risveglio della natura; un risveglio che si palesa con il ritorno alla ‘vita’ di piante, fiori e animali poiché la terra si scrolla di dosso il pesante fardello invernale per prepararsi ad un’esplosione di colori che culminerà con il solstizio d’estate (21 giugno) .

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È per questo motivo che l’arrivo della primavera è associato, fin dall’antichità, all’arrivo della stagione della fertilità, che l’uomo ha imparato a festeggiare e venerare con un folklore diverso a seconda della tradizione e della cultura di riferimento: le festività pasquali, ad esempio, hanno origine dalla festa ellenica delle Adonie (la celebrazione della resurrezione di Adone, giovane amato da Afrodite) che furono cristianizzate per celebrare la Resurrezione di Cristo la prima domenica successiva alla prima luna piena che segue l’equinozio di primavera.

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In campagna anche le arnie riprendono la propria attività e l’avvento della primavera è salutato con gioia dai contadini che possono raccogliere le primizie nei campi ma al tempo stesso devono industriarsi per seminare i nuovi ortaggi, potare gli alberi da frutto e dedicarsi alla produzione del latte, del formaggio e del burro. Ma sopratutto sperano, come ogni anno, che sotto la coltre nevosa dell’inverno appena trascorso la terra abbia covato prospera e generosa i frutti del loro duro lavoro.

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