E’ arrivato l’inverno, cosa succede nel cielo?

di Erika Facciolla del 20 dicembre 2012

Come ogni anno, tra il 21 e il 22 dicembre inizierà ‘ufficialmente’ l’inverno con tutto il suo carico di neve, piogge e temperature rigide. Ma credere che l’alternanza delle stagioni rappresenti un fenomeno meramente meteorologico non è corretto.

Con il solstizio d’inverno (che corrisponde anche al giorno più corto dell’anno), infatti, nel cosmo avviene una piccola rivoluzione i cui effetti condizionano anche la vita sulla Terra. Si entra nel cosiddetto ‘inverno astronomico’, periodo dell’anno in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’elittica, raggiunge la massima distanza angolare rispetto all’equatore celeste (e si posiziona nel punto più meridionale nella sua orbita apparente intorno alla Terra). L’’inverno astronomico termina il 21 marzo, in corrispondenza dell’equinozio di primavera.

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La conseguenza più facilmente osservabile di questo fenomeno sono periodi di luce molto brevi (giornate corte) che si alternano a periodi di buio più lunghi, poiché è il Polo Sud ad essere rivolto verso il Sole, mentre sul nostro emisfero i raggi del sole illuminano una superficie minore di quella che rimane ombra. Basti pensare che in una zona compresa tra il Circolo Polare Artico e il Polo Nord durante il solstizio d’inverno il Sole non sorge e si hanno 24 ore di buio totale.

Dopo il solstizio, le giornate ricominciano pian piano ad allungarsi e la luce torna ad avere la meglio sull’oscurità. Un momento di morte apparente e di rinascita, dunque, in cui ad una Natura meno generosa gli uomini hanno imparato a contrapporre festeggiamenti e opulenze di vario tipo.

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In realtà, in questo periodo la terra si prepara ad un nuovo ciclo e nei campi il lavoro degli agricoltori non è affatto blando: dopo l’aratura degli utlimi giorni di ottobre, il dissodamento e la semina, i contadini mettono gli animali al caldo, si assicurano che abbiano foraggio a sufficienza e giorno dopo giorno curano lo stato delle macchine e delle recinzioni, potano gli alberi, tagliano la legna perché inizi a seccare e sia pronta per l’inverno successivo.

Nei campi la linfa sembra non scorrere, l’erba è secca e rada, la terra piatta e gelida. La speranza del contadino è che l’inverno porti con sé un po’ di neve poiché il manto nevoso protegge lo strato della terra che custodisce i semi dalle gelate più intense. Da qui il detto: ‘sotto la neve il pane’ che sintetizza in maniera tenera e simbolica la magia che l’inverno custodisce in grembo.

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