E’ il camoscio la vera star del Parco della Maiella!

di Luca Scialò del 4 luglio 2014

Il camoscio è la vera attrazione turistica del Parco della Majella. A Lama dei Peligni, stando alle stime diramate da Irene Cenori della Cooperativa Majella, ogni anno si contano circa 10mila presenze di turisti legati all’interesse per questo animale tipico della zona abruzzese.

Se vogliamo dare delle cifre più generali sulle presenze turistiche nei vari e bellissimi parchi italiani, sono oltre 101 milioni i turistiche che scelgono le riserve, le oasi, i parchi e i giardini italiani – sia pubblici che privati -come meta delle loro vacanze, estive o durante l’anno. Si nota inoltre una crescita del 2% l’anno, quasi il doppio dell’aumento registrato dal turismo in Italia nel corso del solo ultimo anno.

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Ma torniamo al nostro camoscio, attorno al quale si sta così creando un turismo specifico e non solo nel Parco della Maiella.

Ad esempio, nel Parco dei Monti Sibillini, in concomitanza con la reintroduzione del camoscio, è partito il progetto Hotel del Camoscio, un marchio di qualità per identificare quelle strutture recettive (hotel, agriturismi, bed&breakfast) che sostengono il progetto di tutela di questo animale montano.

Qui i turisti e le scolaresche trovano corsi e laboratori per imparare a conoscere le abitudini del camoscio, grazie a personale formato dal parco. Possono inoltre partecipare ad una sorta dic ensimento sul camoscio, perché sono chiamati a individuare questi animali e comunicare quando li vedono.

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Sono sempre di più le strutture ricettive che stanno aderendo al progetto, beneficiando così in un rientro di presenze di turisti. Si può dire che è nato a tutti gli effetti un “turismo del camoscio”, quindi non solo Parco della Maiella.

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