Ecco i 12 frutti più strani

di Marco Grilli del 20 dicembre 2013

Siete stanchi delle solite mele, pere, banane o arance ? Ecco a voi dieci frutti bizzarri e pittoreschi, provenienti da terre lontane e poco conosciuti da noi “occidentali”.

Si tratta di varietà che trovano svariati impieghi, dotate di spiccate qualità nutrizionali e quindi ottime per la nostra salute. Ma conosciamone alcuni dei più strani.

Cedro con le dita. Per primo, vi presentiamo il cedro con le dita, conosciuto anche come ‘mano di Buddha’. Privo di grassi e dal basso apporto calorico, questo agrume proveniente dall’Asia, tondeggiante e con dei lunghi e fini prolungamenti simili a delle dita, è particolarmente noto per il suo profumo inebriante, tanto da esser utilizzato per deododare la casa e la biancheria. Le sue qualità però non finiscono qui: le “dita” posson esser servite candite (non la parte centrale del frutto, aspra e generalmente non consumatbile), mentre la scorza è un valido ingrediente per varie preparazioni dolci o salate.

Impiegato per liquori e marmellate, funge anche da repellente per gli insetti, nonché da tonico e stimolante per l’organismo. Considerato come simbolo di prosperità, fertilità e longevità, questo cedro trova spazio come elemento decorativo e perfino nelle cerimonie religiose.

Scopri le proprietà di questi frutti tropicali:

Ugli. Di sicuro non attraente – lo dice lo stesso nome-  è l’ugli, un agrume originario della Jamaica, creato dall’ibridazione fra il pompelmo e il mandarino, caratterizzato dalla sua buccia giallo-verdognola, ruvida e raggrinzita. Distribuito anche negli Usa e in Europa, questo bizzarro frutto presenta un sapore al contempo dolce e aspro, che lo rende adatto ad una vastissima serie di ricette, come ad esempio il tipico piatto caraibico, dove l’ugli accompagna il maiale, il pollo e i funghi.

Ackee. Dalla Jamaica arriva anche l’ackee, il frutto nazionale del paese caraibico, essendo uno dei principali prodotti di esportazione. Ricco di vitamina A, zinco, grassi essenziali e vitamine, l’ackee ha ottime qualità nutrizionali, ma attenzione ai suoi semi simili a degli enormi occhi: sono altamente velenosi poiché contengono una tossina letale per l’uomo, la temibile hypoglycyna. Per preparare piatti tipici quali l’ “ackee con stoccafisso”, occhio quindi ad utilizzare solo il frutto maturo, poiché sia quando è acerbo, sia quando ha passato la fase di maurazione, il seme dell’ackee è decisamente tossico.

Noi-na. Originario della Thailandia è invece il noi-na, conosciuto in inglese come sugar apple. Di colore verde-giallastro, somiglia ad un lampone e, quando è maturo, può esser facilmente spaccato a metà, per rivelare la sua dolcissima e cremosa polpa bianca, che avvolge un gran numero di semi. Decisamente ottimo per i cocktail.

LO CONSOCI? 

Carambola. Potete facilmente immaginare la forma di questo frutto altrimenti detto in inglese star fruit, originario dello Sri-Lanka e particolarmente amato dai bambini. Se vi state chiedendo di cosa sappia, provate ad immaginare una macedonia di uva, limone e mango; ecco, questo è il fantastico sapore della carambola, la cui coltivazione è ormai diffusa un po’ in tutto il mondo. Molto usatro come decorazione nei cocktail ha un unico neo: contiene molto acido ossalico, che potrebbe causar problemi a coloro che soffrono di calcoli renali.

Frutto del dragone. Per rimanere tra i frutti amati dai più piccoli, ecco il frutto del dragone, originato da una cactacea diffusa in Asia e in Sud America, che per le sue bizzarre creste richiama alla memoria il mitologico animale sputa-fuoco, chiamato Pitaya dagli indigeni. La buccia è molto spessa e di colore rosso-purpureo, mentre la polpa bianca all’interno, ricca di molti piccoli semi neri, commestibili e croccanti, somiglia molto a quella del kiwi. Dissetante e particolarmente adatto per i cocktail, il dragon fruit presenta un accattivante sapore al contempo dolce e aspro.

Monster fruit. I nomi, molto spesso, derivano dall’apparenza. Dopo il dragone c’imbattiamo così nel frutto-mostro, che si ritrova nelle foreste pluviali del Messico meridionale e di Panama. Si presenta come una lunga “pannocchia” con scaglie esagonali. Se acerbo, emana un odore particolarmente pungente. Può esser consumato dopo aver tolto le scaglie, che ricoprono la polpa interna, ed ha il sapore simile a quello dell’ananas.

DurianArriva dal sultanato del Brunei, dalla Malesia e dall’ Indonesia questo strano frutto dalla polpa cremosa e giallognola. Il gusto è un mix tra la banana e la vaniglia ma con una punta di cipolla!

Paw-paw. Noi “occidentali” conosciamo ormai molto bene le banane…ma forse non il paw-paw,  ossia il banano di montagna degli Indiani d’America, diffuso non solo nelle regioni del Nord ma anche a Sud-Est degli Usa. Il frutto di colore verde, più corto e grosso delle usuali banane gialle, raggiunge una buona pezzatura ed è apprezzato per la polpa cremosa, dal gusto dolce e intenso. Purtroppo, però, il paw paw non si conserva a lungo e quando è maturo presenta una consistenza molliccia, che lo rende poco lavorabile dal punto di vista commerciale. Notevoli comunque i valori nutrizionali: il paw paw ha un contenuto calorico, di vitamine e minerali nettamente superiore rispetto ai frutti comuni.

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Urucu. Trasferiamoci ora in Amazzonia per andar a trovare l’urucu, un frutto di colore rosso quand’ è maturo, dotato di spine molli e molto simile ad un’ acchiappamosche. Un aspetto minaccioso, dunque, che nasconde però risorse preziose: i suoi semi, ricchi di pigmenti, cellulosa, zuccheri, e proteine, ampiamente utilizzati come coloranti, nonché per ricavarne un impasto volto ad insaporire molti piatti tipici sudamericani.

Pummelo. Questo frutto tropicale è originartio dell’Asia sudpacifica, e on la sua buccia super spessa emana un piacevole aroma di limone. Il sapore? Molto più dolce dell’ananas!

Jabuticaba. Se pensate poi che i frutti nascano dai rami, eccovi smentiti dallo jabuticaba, un frutto brasiliano che cresce direttamente sul tronco della pianta, di colore violaceo e molto simile, per aspetto e sapore, all’acino dell’uva nera. Può esser gustato crudo, oppure utilizzato per fare marmellate, succhi di frutta e perfino vini e liquori, dopo un apposito processo di fermentazione. Alla buccia sono invece attribuite proprietà curative, soprattutto per asma, tonsillite e diarrea. La forte presenza di sostanze anticancerogene, inoltre, potrebbe renderla utile nelle terapie di prevenzione del cancro.

Questi sono solo dieci tra i frutti dall’aspetto inusuale e meno conosciuti, seppur gustosi e utili…speriamo di avervi incuriosito per ricercarne molti altri.

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