Ecco i progetti finalisti ed il vincitore di Solar Decathlon Europe 2012

di Claudio Riccardi del 26 dicembre 2012

Si è chiusa il 30 settembre 2012 la seconda edizione del Solar Decathlon Europe (SDE), il campionato internazionale dell’architettura a impatto zero rivolto agli atenei europei. L’evento, ospitato a Madrid, ha visto coinvolti 19 team provenienti rispettivamente da 12 differenti nazioni, tra cui anche l’Italia.

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Tutti gli studenti hanno potuto mettere sul campo le loro competenze, nuove tecniche costruttive e materiali innovativi nel campo dell’edilizia sostenibile e del green building. Si tratta di una competizione spin off dell’evento Solar Decathlon, destinato solo alle Università americane.

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A rappresentare il Belpaese, che arriva nella capitale spagnola per la prima volta, sono il team MED in Italy, composto da docenti e studenti di Architettura, Economia e Ingegneria dell’Università di Roma TRE e di Disegno Industriale della Sapienza. Assieme ad Astonyshine, gruppo formato dalla Università di Bari e Ferrara in collaborazione con l’Ecole nationale superieure d’architecture di Parigi.

La kermesse ha un regolamento semplice ma originale. Ogni squadra deve sottoporre ad una giuria un’unità abitativa in scala 1:1, realizzata con criteri green e deve essere autosufficiente ed in grado di funzionare tramite la sola energia solare.

Collocate nell’area di Villa Solar, tutte le case sono collegate a un’unica rete elettrica (smart grid) che permette di utilizzare la quantità di energia prodotta in eccedenza dalle abitazioni per il funzionamento del comparto madrileno(ricarica veicoli elettrici, illuminazione di spazi destinati agli eventi…).

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Durante il periodo di apertura dell’evento, i partecipanti sono stati chiamati a superare dieci prove previste dal concorso nell’ambito dell’architettura e dell’ingegneria delle costruzioni.

Sono prove che coinvolgono anche l’efficienza energetica, con un bilancio consumo/produzione di energia elettrica, la salvaguardia del comfort interno, il funzionamento complessivo dell’abitazione, la comunicazione e sensibilizzazione del pubblico, la vera e propria industrializzazione della costruzione e di una sua possibile immissione sul mercato, la parte legata all’innovazione e alla sostenibilità, calcolando l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita dell’edificio progettato.

Insomma, per gli studenti un vero tour de force, il cui obiettivo è quello di mostrare i migliori risultati raggiunti nella ricerca e nella sperimentazione dell’efficienza energetica applicata al settore delle costruzioni, unendo l’ingegno e la fantasia creativa dei giovani studenti universitari alle conoscenze ed alle competenze di costruttori e produttori.

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Promossa dal Ministero dei Lavori Pubblici spagnolo in collaborazione con il Municipio di Madrid e l’Universidad Politecnica de Madrid (UPM), e resa possibile con il contributo di molti privati, Solar Decathlon Europe era per la prima volta aperta al pubblico, attirando ben 100.000 visitatori.

Il vincitore di questa edizione è stato il progetto francese Canopea della Scuola Nazionale di Architettura di Grenoble, (team Rhône Alpes) ma l‘Italia si è ben piazzata, arrivando terza!

Il gruppo vincitore ha proposto un progetto su scala urbana per rispondere al problema della densità abitativa della zona pre-alpina, attraverso un modulo abitativo fatto da ‘minitorri‘ in cui ogni piano è occupato da un appartamento ed il tetto coperto da pannelli solari per l’autosufficienza energetica.

La sorpresa è l‘ultimo piano: infatti ospita una zona destinata alla vita comunitaria, al relax e al tempo libero, con una cucina estiva esterna, un mini-giardino pensile, una zona per il bucato condominiale e numerosi spazi per sistemare le varie cose che si accumulano in casa e non hanno più posto.

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Un’ottima occasione per un confronto con il circuito universitario europeo di Architettura, per dare agli studenti un insight sul mondo internazionale della progettazione ed una visione pratica del costruire in maniera eco-compatibile, ed insieme una miniera di nuovi metodi costruttivi e materiali supertecnologici o la riscoperta di pratiche antiche da conoscere ed importare nell’asfittico e vecchio mondo dell’edilizia tradizionale italiana.

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