Eco-architettura, ecco la casa che che cresce come una pianta

di Diana Marchiori del 19 febbraio 2014

Fab Tree Hab è un’idea che va al di là di una semplice casa sull’albero e supera il tradizionale concetto di eco-architettura. Stiamo parlando del progetto di una casa prefabbricata dal design interamente ecologico, che intende soppiantare le soluzioni partendo dall’idea di sviluppare, ma potremmo dire “far crescere” una casa da veri e propri alberi autoctoni.

Nel luglio del 2008 il progetto è apparso in un filmato proiettato al museo di Arte Moderna di New York durante la mostra  ‘Home Delivery: fabricating the modern dwelling‘ (che tradotto suona come: Consegna a domicilio: costruire l’abitare moderno). Gli ideatori del progetto originario sono Mitchell Joachim, Lara Greden e Javier Arbona dell’Istituto di Tecnologia del MIT.

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In seguito Joachim con dei collaboratori di Terreform One, ha ampliato il primo video con immagini, modelli e animazioni. Attualmente Joachim è considerato un innovatore: il suo impegno è rivolto all’adattamento dei principi dell’ecologia ad architettura, design, trasporti e pianificazione ambientale.

Si tratta di una struttura vivente di organismi vegetali. In questa eco-architettura non è l’uomo al centro dell’architettura ma i componenti vegetali.

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La volontà di ridurre e rimuovere l’impatto umano sull’ecosistema, il desiderio di riunire tecnologia e rispetto per l’ambiente e la considerazione del ciclo di vita dei materiali usati sono alla base di questo progetto. Il piano prevede che le piante crescano su di un ponteggio di compensato progettato al computer, ideato per essere rimosso una volta che gli arbusti siano diventati stabili e interconnessi a sufficienza.

La progettazione dei pannelli al computer permette di ottenere maggior controllo e precisione nella costruzione. Per la scelta delle piante da impiegare i progettisti stanno sperimentando l’uso di alcuni arbusti originari del deserto israeliano caratterizzati da una crescita rapida ed una struttura in cui è possibile inserire dei ponteggi, pur diventando più resistente nel tempo.

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I materiali pensati per le pareti interne sono argilla e gesso. L’impiego di una miscela di argilla e paglia è stato pensato per bloccare l’umidità e fornire l’isolamento necessario all’abitazione. La tecnica da utilizzare sarebbe quella del pleaching, ovvero piegare ed intrecciare i rami per dare loro una certa forma, impiegata nella progettazione dei giardini fin dal tardo medioevo per creare percorsi, archi, reticoli e pannelli con gli arbusti.

I rami degli alberi vengono fatti crescere in modo da intrecciarsi naturalmente, tenendo in considerazione elementi come luce solare e vento, perché – come sottolinea Joachim – ‘nessuna legge indica che gli alberi debbano crescere in una direzione particolare’. 

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E’ un modello di abitazione che si sviluppa nel tempo e che prevede alcuni costi per il suo mantenimento, come la gestione dei parassiti con pesticidi organici e la manutenzione del sistema idrico. Una casa di questo tipo potrebbe richiedere diversi anni per svilupparsi (dai 5 ai 30 a seconda della zona climatica), per questo motivo gli ideatori stanno studiando alcune soluzioni, come l’inserimento di materiali ecologici come zolle erbose, giardini in miniatura e rami in grado di seguire la crescita e di colmare i vuoti dovuti alla fase di sviluppo della casa.

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Per il momento la  parte ppiù problematica sembra una corretta coibentazione, per assicurare che l’interno della casa rimanga asciutto, e la messa a punto di finestre in bioplastica a base di soia, che necessitano di ulteriori sperimentazioni e implementazioni tecniche.

Ciò non toglie che siamo di fronte ad un progetto davvero interessante, sebbene in fase sperimentale. Potrebbe portare ad un modo di concepire l’architettura come interdipendenza fra natura e uomo. L’ edificio diventerebbe un vero e proprio ecosistema formato da piante, animali e batteri per implementarne e sostenerne la crescita.

Di certo ci potrebbero essere rallentamenti ulteriori di tipo burocratico ad esempio per quanto riguarda le leggi sulla costruzione e di messa a norma degli impianti. Per il momento  Joachim sta lavorando al progetto MATscape,  un’eco-architettura in California da realizzare sia con materiali riciclati che con elementi viventi, e mantiene vivo il sogno di pianificare una comunità di ‘abitazioni viventi’.

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