Eco-fashion, dal Giappone la muta anti-radiazioni

di Martina Pugno del 19 dicembre 2013

Quello di Fukushima è un disastro ambientale del quale si pagheranno le conseguenze ancora per molto tempo: i primi a farne le spese sono proprio gli addetti ai lavori che, se sprovvisti di protezioni idonee, possono risentire in modo pesante dell’esposizione alle elevate radiazioni.

E’ pensata proprio per loro la nuova tuta anti-radiazioni ideata dalla Yamamoto Corporation, azienda specializzata nella produzione di mute da sub, anche se non è difficile immaginare una commercializzazione del prodotto anche tra i cittadini spaventati all’idea di una esposizione alle radiazioni che raggiungono le zone circostanti la centrale.

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La muta è stata progettata con materiale resistente ai raggi beta e gamma, con una specifica protezione per la zona dell’addome, per la parte terminale della colonna vertebrale e per i genitali, che costituiscono le parti più a rischio in caso di contaminazione. Realizzata con una speciale gomma sintetica irrobustita dal carbone, può bloccare i raggi beta presenti anche nell’acqua contaminata, con cui gli addetti ai lavori per il ripristino della centrale entrano a contatto.

Le singole parti che compongono la muta sono fuse tra loro in modo tale da bloccare completamente il passaggio dell’acqua: anche le chiusure ai polsi e alle caviglie rendono la muta completamente impermeabile, per la massima sicurezza. Il materiale è flessibile e leggero, per permettere di indossare le protezioni anche per lungo tempo durante il lavoro senza provare fastidio.

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In questo modo si spera di proteggere i lavoratori di Fukushima e non solo, ma la muta potrebbe essere commercializzata anche per altre persone che si trovino a rischio radiazioni. Sperando che non possa mai diventare un oggetto indispensabile in futuro in molte altre zone del pianeta, per la sopravvivenza in un mondo troppo contaminato…

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